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Usa, nascono i “Trump accounts”: 1.000 dollari in conti di investimento per ogni neonato americano

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Trump vuole regalare a ogni neonato americano un fondo da 1.000 dollari. Funzionerà?

di Mario Olivari
12 giugno 2025, 16:35 Ultimo aggiornamento: 16:55

La proposta inserita nel «Big, Beautiful Bill» prevede l’istituzione di conti di investimento fiscalmente agevolati destinati ai neonati. L’iniziativa è appoggiata da diversi ceo di primo livello pronti a investire per i figli dei dipendenti | Il conto di Trump per i neonati

Un conto in un fondo d’investimento per ogni neonato americano con 1.000 dollari versati dallo Stato. Lunedì 9 il presidente Usa Donald Trump ha promosso i cosiddetti «Trump accounts» durante un vertice con legislatori e leader aziendali, inclusi i ceo di Dell, Uber e Goldman Sachs. La proposta inserita nel cosiddetto «Big, Beautiful Bill» – cioè la manovra fiscale di riduzione delle imposte e di investimenti in deficit promossa da Trump - prevede l’istituzione di conti di investimento fiscalmente agevolati destinati ai neonati, con una dotazione iniziale di 1.000 dollari per ciascun bambino.

A chi è rivolto il conto d’investimento agevolato

Per accedere ai conti è necessario che almeno uno dei genitori del neonato sia in possesso di un numero di previdenza sociale e abbia un’autorizzazione al lavoro, requisito che potrebbe escludere i bambini nati negli Stati Uniti da genitori immigrati privi di documenti regolari. Inoltre, un’ulteriore condizione da rispettare per accedere ai fondi è che il piccolo cittadino sia nato dal 1 gennaio 2024 e prima del 1 gennaio 2029.

I fondi verranno investiti in un fondo indicizzato azionario, con l’obiettivo di farli crescere fino alla maggiore età del beneficiario. Al compimento dei 18 anni, il capitale accumulato potrà essere utilizzato per l’acquisto della prima casa, il finanziamento degli studi o l’avvio di un’attività imprenditoriale. In caso di utilizzo per altre finalità, si applicherà un’aliquota fiscale più elevata.

Oltre al contributo iniziale, famiglie, tutori e soggetti privati potranno effettuare versamenti aggiuntivi fino a un massimo di 5.000 dollari l’anno.

Sostenere la prossima generazione di americani

«Questa è un’iniziativa a favore delle famiglie che aiuterà milioni di americani a sfruttare la forza della nostra economia per sostenere la prossima generazione,» ha dichiarato Trump durante l’incontro. «Avranno davvero un grande vantaggio nella vita, soprattutto se avremo un po’ di fortuna con i numeri e l’economia».

Il piano si basa sul concetto dei «baby bonds» (obbligazioni per bambini), già introdotto da due stati, California e Connecticut, e dal Distretto di Columbia come strumento per ridurre il divario tra ricchi e poveri. Con un rendimento annuo ipotetico del 7%, i 1.000 dollari iniziali arriverebbero a circa 3.380 dollari dopo 18 anni.

Per le casse pubbliche l’impatto economico complessivo dovrebbe essere comunque limitato se rapportato al bilancio federale statunitense, che supera i 7.000 miliardi di dollari.

L’impegno dei top ceo americani 

Diversi ceo presenti al vertice avrebbero intenzione di destinare miliardi di dollari da investire nei Trump accounts per i figli dei propri dipendenti. David Solomon, ceo di Goldman Sachs, ha dichiarato: «Questa iniziativa tocca il cuore della questione: creare un legame tra le future generazioni e i benefici offerti dalle grandi aziende e dai mercati americani. Investire nell’infanzia genera vantaggi di lungo periodo, e Goldman Sachs è orgogliosa di sostenere questo progetto. Il dinamismo futuro della nostra economia dipenderà dalla capacità dei giovani di comprendere il valore dell’investimento nel lungo termine».

Il ceo di Dell, Michael Dell, ha definito i fondi proposti «un modo semplice ma potente per trasformare le vite. Offrire ai bambini un vantaggio finanziario iniziale influisce profondamente sul loro successo a lungo termine».

Per il Dara Khosrowshahi, ceo di Uber, «non si tratta solo di un conto: è una piattaforma di lancio. Mette al lavoro, fin dal primo giorno, il motore inarrestabile della capitalizzazione a beneficio dei nostri figli, costruendo per loro un futuro solido».

Anche il Ceo di Nvidia, Jensen Huang, nonostante non fosse presente alla riunione, si è mostrato entusiasta della proposta di Trump. In una nota diffusa dalla Casa Bianca ha dichiarato: «Nvidia è orgogliosa di sostenere questa iniziativa ambiziosa, contribuendo direttamente ai conti destinati ai figli dei nostri dipendenti».

Trump ha definito i top manager presenti «tra le menti imprenditoriali più influenti del panorama attuale», sottolineando il loro impegno a destinare milioni di dollari ai conti di investimento previsti dalla proposta.

Cosa ne pensano gli esperti

Darrick Hamilton, economista della New School e pioniere del concetto di «baby bonds» oltre vent’anni fa, ha espresso forti riserve sulla proposta repubblicana, sostenendo che rischia di accentuare le disuguaglianze patrimoniali invece di ridurle. «È un’impostazione completamente rovesciata», ha commentato Hamilton secondo l’agenzia americana AP. «Così com’è, non farà altro che alimentare le disuguaglianze». Secondo l’economista, infatti, 1.000 dollari (anche rivalutati nel tempo) non sarebbero sufficienti a produrre un impatto concreto nella vita di un bambino cresciuto in condizioni di povertà

Il modello originario immaginato da Hamilton vent’anni faprevedeva un programma universale ma calibrato in base alla condizione economica della famiglia di origine: i bambini delle famiglie meno abbienti avrebbero ricevuto importi più consistenti, con l’obiettivo di colmare il divario intergenerazionale. Inoltre, i fondi sarebbero stati gestiti dallo Stato e non affidati a operatori privati o ai mercati finanziari

Più radicale la posizione dell’economista Peter Schiff, secondo cui l’idea di assegnare 1.000 dollari in investimenti azionari a ogni neonato sarebbe persino in contrasto con la Costituzione. A suo giudizio, piuttosto che aumentare il debito pubblico a carico delle generazioni future, Washington dovrebbe concentrarsi sul risanamento del deficit attuale.

Di segno opposto il parere di Brad Gerstner, investitore della Silicon Valley, ceo di Altimeter Capital architetto dell’attuale proposta, secondo cui i conti per i neonati rappresentano un tentativo concreto di intervenire sul crescente divario patrimoniale e sulla sfiducia nel capitalismo, elementi che a suo dire costituiscono una minaccia strutturale per il sistema statunitense.

«Le nazioni prosperano o crollano a seconda della gestione del divario di ricchezza e della fiducia nelle istituzioni economiche», ha dichiarato Gerstner in un’intervista a Cnbc. «Non siamo spettatori passivi: abbiamo la possibilità, e la responsabilità, di agire». (riproduzione riservata)



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