Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato venerdì 14 un ordine esecutivo che riduce le tariffe su più di cento prodotti alimentari e agricoli. La decisione riguarda articoli come carne bovina, caffè, banane e pomodori e arriva in risposta alle pressioni dei cittadini americani preoccupati per l’aumento del costo della vita.
Secondo quanto dichiarato dalla Casa Bianca, «diversi accordi commerciali e trattative coinvolgono Paesi produttori di merci agricole che negli Stati Uniti non sono coltivate in quantità sufficienti». Per questo motivo, dal 2 aprile alcune importazioni saranno esentate dai dazi reciproci, in modo da favorire l’approvvigionamento senza gravare sui consumatori americani.
L’elenco dei beni interessati comprende non solo caffè, carne e frutta tropicale, ma anche succhi di arancia e ananas, tè, pinoli, anacardi, cacao, spezie e fertilizzanti. Quest’ultimi erano già esenti da tariffe, ma la conferma ufficiale evidenzia l’attenzione del governo verso prodotti essenziali per l’economia agricola.
La scelta di ridurre i dazi è stata il frutto di un’analisi sull’incapacità degli Stati Uniti di produrre internamente quantità sufficienti di questi beni. Nonostante ciò, l’amministrazione sottolinea che non vi è alcuna intenzione di collegare direttamente le tariffe con l’aumento dei prezzi registrato negli ultimi mesi, come nel caso della carne di manzo.
Già il giorno precedente, Washington aveva annunciato la volontà di eliminare tariffe su alcuni prodotti provenienti da Argentina, Ecuador, Guatemala ed El Salvador per facilitare l’accesso delle aziende statunitensi a questi mercati.
La Casa Bianca ha chiarito che tutti gli altri dazi rimarranno in vigore e che l’iniziativa non rappresenta una misura emergenziale, bensì parte di una strategia commerciale «flessibile, articolata e calibrata», sviluppata da tempo dall’amministrazione Trump. Il portavoce Kush Desai ha precisato che l’ordine esecutivo del 5 settembre aveva già individuato alcune risorse naturali e prodotti agricoli non disponibili in quantità sufficienti negli Stati Uniti come candidati a benefici tariffari.
Tra le riduzioni più significative, quella dei dazi sul caffè ha avuto grande risalto nel settore. Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè, ha commentato positivamente la notizia: «Accogliamo con favore questa misura, che rappresenta un’opportunità concreta di rafforzamento in un mercato di livello globale. È un segnale positivo che stimola investimenti, crea nuove possibilità di crescita, migliora la marginalità e accelera lo sviluppo negli Stati Uniti. Confermiamo la volontà di valutare una produzione dedicata sul territorio americano, perché il mercato Usa è strategico e merita strutture e operazioni specifiche». (riproduzione riservata)