Come rendere davvero l’America «Great Again»? Per il presidente Usa Donald Trump l’idea è semplice: isolarla il più possibile dal resto del mondo, puntando soltanto sulle forze interne al Paese.
La strada intrapresa dalla Casa Bianca non è solo quella dei dazi: la nuova proposta del dipartimento della Sicurezza Interna (Dhs), guidato dalla fedelessima di Trump Kristi Noem, consiste in una proposta di regolamento che limiterebbe la durata del soggiorno consentito agli studenti stranieri e ai giornalisti negli Stati Uniti.
La proposta formulata dal Dhs consiste nel limitare i visti degli studenti internazionali a quattro anni e quelli dei media a 240 giorni (estendibili di altri 240). Funzionari del Dhs, riporta Politico, hanno affermato che la norma relativa agli studenti mira a correggere un sistema in cui gli stranieri avrebbero «approfittato della generosità degli Stati Uniti» trasformandosi in «studenti eterni».
Dal 1978 gli studenti stranieri, cioè i titolari di visto F, possono rimanere negli Stati Uniti per tutto il tempo in cui sono iscritti come studenti a tempo pieno. «Per troppo tempo le passate amministrazioni hanno permesso a studenti stranieri e ad altri titolari di visto di rimanere praticamente a tempo indeterminato negli Stati Uniti, creando rischi per la sicurezza, costando ingenti somme ai contribuenti e penalizzando i cittadini americani», ha dichiarato un portavoce del Dhs in un comunicato.
La norma relativa agli studenti ha suscitato una dura reazione da parte delle opposizioni. Fanta Aw, direttrice esecutiva e ceo della Association of International Educators (Nafsa) ha detto in un comunicato che questo provvedimento «costituirà certamente un ulteriore deterrente per gli studenti internazionali che intendono studiare negli Stati Uniti, a scapito delle economie americane, dell’innovazione e della competitività globale». Un ulteriore problema sarebbe quello fiscale: in genere gli studenti stranieri pagano tasse universitarie più elevate e ricevono meno borse di studio.
Gli ostacoli logistici, come i ritardi nei colloqui per i visti, hanno già avuto un impatto negativo sulle iscrizioni degli studenti internazionali. Come spiega Politico, un rapporto dell’Institute of International Education, che ha raccolto dati da centinaia di istituzioni universitarie statunitensi, ha rilevato che il 35% delle scuole intervistate ha registrato un calo delle domande per il semestre autunnale. (riproduzione riservata)