Il presidente Usa, Donald Trump, ha ordinato un controllo più severo sui college americani e sugli enti che ne supervisionano l’operato. Una decisione che rientra nella campagna contro ciò che Trump definisce «wokeness» (movimento che si impegna a promuovere l'inclusività e la giustizia sociale) e politiche di diversità nel sistema educativo.
Con una serie di ordini esecutivi firmati mercoledì 23 aprile, Trump ha preso di mira le università che considera ostili alla sua agenda politica. Un provvedimento prevede una maggiore applicazione della legge federale che obbliga gli atenei a dichiarare i legami finanziari con soggetti esteri. Un altro punta a riformare gli organismi di accreditamento che determinano l’accesso delle università ai fondi pubblici destinati agli studenti.
Trump ha inoltre incaricato il Dipartimento dell’Istruzione di intervenire contro le politiche di equità nella disciplina scolastica nelle scuole primarie e secondarie (K-12). Le precedenti linee guida delle amministrazioni democratiche avevano raccomandato di evitare punizioni sproporzionate nei confronti di studenti appartenenti a minoranze, come afroamericani e nativi americani. L’amministrazione Trump sostiene ora che tali politiche costituirebbero una forma di discriminazione razziale inversa.
I legami economici degli atenei con soggetti esteri rappresentano da tempo una preoccupazione per i repubblicani, soprattutto quelli con la Cina e altri Paesi considerati «avversari» degli Stati Uniti. La questione, già emersa nel primo mandato di Trump, è tornata d’attualità la scorsa settimana, mentre la Casa Bianca cercava un punto di pressione nello scontro in corso con l’Università di Harvard. (riproduzione riservata)