Gli Stati Uniti hanno sospeso le esportazioni di alcune tecnologie critiche verso la Cina, tra cui figurano i componenti essenziali per la produzione di motori a reazione per gli aerei, semiconduttori e alcuni prodotti chimici e macchinari.
La notizia arriva dal New York Times, secondo cui la misura risponde alle recenti restrizioni imposte da Pechino sulle esportazioni di minerali critici verso gli Stati Uniti lo scorso aprile. Secondo la testata, le nuove restrizioni statunitensi si inseriscono in una revisione più ampia del dipartimento del Commercio, e in particolare dell’Ufficio dell’industria e della sicurezza, responsabile delle licenze per l'esportazione di prodotti con valore militare o strategico verso la Cina.
L’ultimo attacco di Washington rappresenta un’ulteriore sfida per il rafforzamento dell'industria aeronautica nazionale della Cina. Se da un lato le due superpotenze hanno annunciato una tregua temporanea sui dazi, la tensione rimane alta su molti fronti, compreso ora il settore dell'aviazione.
In un primo momento, la guerra dei dazi aveva spinto Pechino a chiedere alle proprie compagnie aeree di non prendere più in consegna i nuovi aerei ordinati al produttore statunitense Boeing, in segno di ritorsione contro le pratiche commerciali statunitensi. Una volta ufficializzata la sospensione temporanea dei dazi lo scorso 12 maggio, il governo cinese ha fatto marcia indietro e revocato la richiesta.
Secondo i media americani, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti avrebbe ora sospeso alcune licenze che consentivano alle aziende statunitensi di vendere prodotti e tecnologie alla compagnia aeronautica statale Commercial Aircraft Corp of China (Comac).
L’azienda ha certificato il jet C919 nel 2022, un aereo a fusoliera stretta con cui Pechino ambisce a competere con i modelli più venduti di Airbus e Boeing, ma la produzione del modello dipende ancora in larga parte dalle importazioni di componenti dall'estero. I motori LEAP-1C, ad esempio, sono realizzati dalla joint venture tra la statunitense GE Aerospace e la francese Safran. (riproduzione riservata)