L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con le sue istruttorie e le sue sanzioni punta a cambiare in modo effettivo e rapido i comportamenti d'impresa, sottolinea il presidente Antitrust Roberto Rustichelli. E il Piano di Ripresa e Resilienza rappresenta un'opportunità irripetibile proprio per diffondere una maggiore cultura concorrenziale tra le imprese italiane, il primo antidoto alla cultura dell'illegalità troppo spesso agli onori della cronaca.
E' il messaggio principale che arriva dalla quindicesima edizione della Treviso Antitrust Conference, organizzata dallo Studio legale Rucellai & Raffaelli e patrocinata dalla Fondazione Cassamarca, dall'Assindustria VenetoCentro, dall'Union des Avocats Européens, dalla Ligue Internationale du Droit de la Concurrence, dall'Associazione Italiana Giuristi di Impresa (Aigi), dalla European Company Lawyers Association, dall'Associazione Antitrust Italiana e dal Centro di Eccellenza Jean Monnet dell'Università Statale di Milano.
L'importanza della concorrenza
Il Pnrr non solo spinge alla transizione ecologica e alla svolta digitale ma esalta anche la concorrenza come una delle "condizioni abilitanti di queste riforme", evidenzia il Segretario Generale della presidenza del Consiglio dei Ministri, Roberto Chieppa. D'altronde le politiche pro-concorrenziali aiutano la ripresa, soprattutto nei settori di crisi, e contribuiscono ad una maggiore equità sociale. Ma, andando a toccare rendite di posizione, "non sono ben digerite dal punto di vista culturale in Italia". Proprio da qui deriva l'urgenza di impegnarsi per modificare la cultura delle imprese italiane.
Il problema delle derive monopolistiche
Gli obiettivi comuni e le priorità di lungo periodo, come la sostenibilità e la promozione dei criteri Esg, spingono però le imprese a cercare di cooperare con concorrenti, clienti e fornitori. Ma quando si parla di collaborazione, soprattutto tra concorrenti, si sollevano sempre preoccupazioni di intese monopolistiche. Le Autorità stanno già lavorando per tracciare una via d'uscita da questi conflitti, nel mentre i legali d'impresa suggeriscono strumenti di diritto privato, come gli accordi bilaterali, per gestire la situazione ha spiegato Giuseppe Catalano, il riconfermato presidente dell'Aigi. (riproduzione riservata)