Con l’approvazione del decreto Cer dello scorso 18 gennaio l’Italia si pone l’obiettivo di diffondere le Comunità Energetiche Rinnovabili, supportandone lo sviluppo attraverso la concessione di un contributo a fondo perduto fino al 40% e una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta.
Entrambi gli incentivi, di cui si attendono a breve le regole operative, saranno finanziati da risorse provenienti in parte dal Pnrr – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per rispondere agli obiettivi climatici stabiliti nel Green New Deal europeo volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, fino a conseguirne la neutralità entro il 2050.
Il decreto rappresenta solo una delle tante iniziative che puntano all’efficienza energetica e alla sostenibilità, temi sempre più sentiti dalle istituzioni e per questo oggetto di molteplici incentivi anche rivolti alle imprese. Alcuni esempi sono il Bando Parco Agrisolare, contributo a fondo perduto a sostegno dell’installazione di impianti fotovoltaici per le imprese agricole e agroindustriali, la nuova Sabatini Green per finanziare l’acquisto di beni strumentali a basso impatto ambientale, ma anche misure regionali come la Linea Green della Regione Lombardia che concede un contributo a fondo perduto ed una garanzia regionale a sostegno dell’efficientamento energetico degli impianti produttivi.
All’interno di tale quadro di sostegno alla trasformazione green si colloca l’istituzione del nuovo Piano Transizione 5.0 previsto dalla recente revisione del Pnrr italiano. L’obiettivo del nuovo programma è integrare la transizione digitale con quella green, premiando il processo di efficientamento energetico delle imprese. Il Nuovo Piano Transizione 5.0, infatti, a cui sono assegnati complessivamente 6,3 miliardi di euro, si affiancherà al già noto Piano Transizione 4.0, supportando le imprese attraverso la concessione di un credito d’imposta per spese sostenute nel biennio 2024-25 rivolte all’acquisto di beni strumentali materiali o immateriali 4.0, beni per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili e per la formazione del personale in competenze per la transizione verde.
Le aliquote, previste fino al 45% (dunque maggiori rispetto a quelle del Piano Transizione 4.0), saranno riconosciute solo a seguito di una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% dell’impresa o del 5% del processo produttivo. Inoltre il tetto massimo agevolabile sarà alzato da 20 a 50 milioni di euro. Le imprese che non raggiungeranno gli obiettivi energetici potranno comunque beneficiare degli incentivi del piano Transizione 4.0, che sarà operativo per gli investimenti effettuati nel 2024 e nel 2025. Il Piano Transizione 5.0, di cui si attende la pubblicazione di un decreto-legge atteso nelle prossime settimane, sarà affiancato da numerosi ulteriori incentivi a sostegno dell’efficienza energetica, degli investimenti in impianti fotovoltaici e, più in generale, della sostenibilità. (riproduzione riservata)
*amministratore delegato Vendor