La Banca europea per gli investimenti sostiene il piano di investimenti di Edison per promuovere la transizione energetica in Italia con un finanziamento fino a 800 milioni di euro. Risorse che verranno allocate attraverso la sottoscrizione di diversi contratti di prestito il primo dei quali, del valore di 200 milioni, è stato firmato il 21 novembre a Palazzo Edison nel corso dell’incontro tra Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Bei, e Nicola Monti, ad di Edison.
Il finanziamento, articolato in diversi contratti di prestito da sottoscrivere nell’arco dei prossimi anni, contribuirà a rafforzare il piano di sviluppo dell’utility nei settori delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e dell’illuminazione pubblica. E coprirà più del consueto 50% del costo totale dei progetti, grazie al contributo di larga parte di essi agli obiettivi di RepowerEu, consentendo alla banca di finanziare fino al 75% del costo totale.
«Con quest’operazione la Bei conferma il proprio ruolo di banca del clima dell’Unione Europea«, ha commentato Gelsomina Vigliotti, spiegando che accelerare la transizione energetica è essenziale per garantire sostenibilità, competitività e autonomia strategica in Europa.
Per il ceo di Edison, Monti, questo accordo «testimonia la validità del nostro impegno e del nostro piano di investimenti, focalizzato su rinnovabili, efficienza e sicurezza energetica per accompagnare lo sviluppo sostenibile del nostro Paese».
Edison punta a realizzare entro il 2030 investimenti allineati per il 75% alla cosiddetta Tassonomia dell’Ue. Nel 2024 il 55% dell’ebitda della società è stato prodotto da attività rinnovabili, strumenti di flessibilità, clienti e servizi. Da un punto di vista finanziario, si legge nel comunicato della società, «le condizioni particolarmente vantaggiose dei prestiti Bei in termini di durata e di tasso di interesse, rese possibili dai rating della banca (AAA), favoriranno Edison nel suo percorso di crescita duratura e sostenibile».
Per fine 2025 la società controllata da Edf si aspetta un ebitda compreso tra 1,3 e 1,4 miliardi. Intanto il mercato scommette sul possibile ritorno in borsa delle azioni ordinarie di Edison con la cessione di una quota da parte del colosso francese che ha avviato un processo di revisione strategica per valutare le possibili opzioni riguardanti il livello della sua partecipazione (100%) nell’utility più antica dell’Italia, pur mantenendone il controllo. Due le proposte sul tavolo: l’ipo a Piazza Affari (la preferita) e la cessione di una quota di minoranza a un fondo.
A Piazza Affari i titolo Edison, la versione di risparmio, l’unica quotata, scende dell’1,61% a 2,44 euro. (riproduzione riservata)