C’è chi del trading fai-da-te ha fatto una professione remunerativa (si veda l’articolo in pagina) e chi sulle piattaforme costruisce, mattoncino dopo mattoncino, un capitale nel lungo periodo. «Investire in piani di accumulo in Etf permette di contribuire alla propria pensione, un apparente miraggio per tanti giovani che entrano adesso nel mondo del lavoro». Chi parla è Emanuele Agueci, country manager per l’Italia di Trade Republic. La neo-bank paneuropea, con licenza bancaria completa e quartier generale in Germania, offre ai suoi clienti un conto che remunera anche la liquidità non investita e permette di accedere a varie soluzioni di investimento diretto tra cui piani di accumulo gratuiti in azioni ed Etf.
Agueci ha un background tecnologico: ha lavorato in Google, per poi affacciarsi nel mondo delle fintech. Un osservatorio privilegiato dal quale ogni giorno può vedere come si comportano gli investitori italiani rispetto ai loro cugini europei. «In Europa ci sono due grandi gruppi di investitori: i Nordici, che di solito vivono in affitto, e i Mediterranei, italiani inclusi, che la casa la possiedono». Perché questo aspetto dell’abitazione è importante? «Perché la casa è una grossa spesa, gran parte della ricchezza delle famiglie finisce investita in questa asset class, lasciando poche risorse per l’investimento in strumenti finanziari». Il problema, aggiunge Agueci, «è che se guardiamo agli ultimi 120 anni l’azionario è l’asset class che ha performato meglio, non certo il mattone».
Le cose potrebbero però essere a un punto di svolta e le piattaforme per gli investimenti fai-da-te potrebbero costituire un buon mezzo per veicolarlo. Sia che si scelga di investire in azioni (viste le loro performance di lungo periodo) sia che si opti per quelli che, secondo Agueci, sono allo stato attuale gli strumenti più interessanti per chi vuole approcciarsi a questo mondo: i pac in Etf. «Negli ultimi anni l’avvento dei piani di accumulo in Etf sta cambiando le abitudini d’investimento degli italiani, soprattutto fra i giovani. Con gli Etf infatti si riesce insieme sia a diversificare che a risparmiare sui costi».
Ma come si può iniziare a muovere i primi passi in modo consapevole nel mondo degli investimenti? La prima regola, secondo Agueci, è «diversificare: accumulare, per esempio, un Etf azionario globale vuol dire credere che l’economia globale crescerà nei prossimi decenni. Nessuno può sapere cosa succederà domani o il mese prossimo in una geografia specifica, ma su orizzonti temporali pluridecennali l’economia globale è sempre cresciuta.». Di sicuro nei mercati non c’è mai nulla, ma la lezione del passato insegna che in genere le borse tendono a crescere nel lungo periodo, proprio perché sono lo specchio dell’economia nel suo complesso. La seconda regola è «lasciare le emozioni fuori dalla porta e investire per il lungo periodo». Quindi creare il proprio investimento (magari con un pac, appunto) «e non cambiare strategia qualsiasi cosa accada. Le peggiori decisioni di investimento sono quelle fatte in preda all’emotività». Per finire, c’è una terza regola fondamentale. «Tenere sempre d’occhio le commissioni». L’interesse composto, sottolinea il country manager, «opera anche in senso avverso. Una commissione di gestione del 3% dimezza il capitale ogni 23 anni. A lungo termine questo erode i rendimenti in maniera importante». (riproduzione riservata)