Quanto possono fare male i dazi? Secondo Toyota, il danno della guerra commerciale si può quantificare in 180 miliardi di yen (1,3 miliardi di dollari) di profitti bruciati in appena due mesi. Di conseguenza, la casa automobilistica giapponese prevede una riduzione del 35% dell’utile netto nell’esercizio in corso.
Nell’anno fiscale terminato a marzo 2025, invece, il gruppo ha registrato un utile di 4.765 miliardi di yen (32,9 miliardi di dollari), in calo del 4% a fronte di vendite record, pari a 48.036 miliardi di yen (quasi 332 miliardi di dollari, +6,5%).
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha colpito il settore automobilistico con un dazio del 25% sui componenti importati (ufficialmente in vigore dal 3 maggio). Un salasso che ha spinto Toyota a ridimensionare le aspettative per l’anno fiscale 2025/2026.
Nello specifico, l’azienda si aspetta un utile di 3.800 miliardi di yen (26 miliardi di dollari), in netto calo rispetto ai 4.800 miliardi di yen registrati nell’esercizio appena archiviato. La stima è in linea con la media di 4.750 miliardi di yen indicata dagli analisti intervistati da Lseg.
Toyota può contare sulla forte domanda di veicoli ibridi come Prius e Camry. Tuttavia, questo non basta a neutralizzare le pressioni sui margini, legate soprattutto all’aumento dei costi dei materiali.
In più, con i dazi i prezzi delle auto straniere negli Stati Uniti sono destinati ad aumentare in modo significativo. E se da un lato i rincari potrebbero gonfiare il fatturato, dall’altro rischiano di causare un forte indebolimento della domanda da parte dei consumatori americani. Un problema non da poco per l’azienda giapponese che ottiene circa un quinto dei ricavi totali negli Stati Uniti.
Per mitigare l’impatto delle tariffe Toyota sta valutando di estendere la produzione negli Usa, ad esempio realizzando negli Stati Uniti il prossimo modello del suv RAV4, ma questo richiederebbe notevoli investimenti aggiuntivi.(riproduzione riservata)