La guerra in Ucraina complica lo scenario geopolitico, con la Cina che non prende ufficialmente le distanze da Mosca e spinge gli Usa a tornare all'era dei dazi avviata dall'ex presidente Donald Trump. Alle ore 7:10 italiane il Nikkei è poco sopra la pairtà, l'Hang Seng cede lo 0,17% e Shanghai lo 0,4%. L'oro sale dello 0,13% a 1.939 dollari per oncia, il petrolio Wti americano, partito in debolezza, sta già recuperando a 114,88 dollari il barile. E' ancora rally del dollaro, che guadagna in media lo 0,2% sulle maggiori valute. L'euro passa di mano a 1,0979, lo yen a 121,37, la sterlina a 1,3189, mentre continua il selloff sul T bond Usa decennale il cui rendimento passa dal 2,3% di inizio sessione asiatica al 2,345%. I futures su Wall Street sono ben impostati, quelli sul Nasdaq guadagnano lo 0,65%.
Il presidente Joe Biden è arrivato a Bruxelles per annunciare più sanzioni nei confronti della Russia nel corso della giornata. Secondo quanto riporta Bloomberg, l'amministrazione Usa prevede di ripristinare i dazi dell'era Trump su 352 prodotti cinesi a cui era stata precedentemente concessa esenzione, la maggior parte dei quali è scaduta entro la fine del 2020. La lista include un'ampia varietà di beni di consumo, che vanno dagli schermi televisivi a zaini, biciclette e cuscini.
Intanto, Stati Uniti e Regno Unito hanno raggiunto un accordo per allentare i dazi su acciaio e alluminio britannici, risolvendo una tensione sottostante di lunga data mentre i due Paesi stanno lavorando per rafforzare le relazioni commerciali. L'accordo consentirà di importare 500mila tonnellate di acciaio all'anno in esenzione doganale, con importi maggiori soggetti a tariffe, a partire dal primo giugno.
La cinese Tencent (-4,7% oggi) ha registrato la sua crescita più lenta nella storia del gruppo (+8% i ricavi nel quarto trimestre per 144,2 miliardi di yuan, sono 22,63 miliardi di dollari, al di sotto della media di 147,6 miliardi di yuan prevista da 17 analisti, secondo i dati Refinitiv), chiudendo un'epoca di grande crescita dopo che il governo di Pechino ha avviato una forte stretta sui colossi tech, sia sul fronte dell'ecommerce che dei giochi online, per cercare di controllarli meglio. Ora sta crescendo la scommessa del mercato che il gruppo avvierà un colossale buyback, come ha già annunciato Alibaba (25 miliardi di dollari).
Secondo i dati preliminari, l'au Jibun Bank Japan Manufacturing Pmi è salito a 53,2 a marzo da quota 52,7 di un mese prima, la crescita più debole dallo scorso settembre, a causa dei contagi da Covid. L'au Jibun Bank Japan Flash Services Pmi è cresciuto invece a 48,7 da 44,2 del mese precedente, resta ancora sotto il livello di 50, in area quindi di contrazione.
L'inviato russo per il clima, Anatoly Chubais, si è dimesso e ha lasciato il Paese, in opposizione alla guerra in Ucraina voluta dal presidente Vladimir Putin, secondo fonti di Bloomberg, diventando il funzionario di più alto livello a rompere con il Cremlino. Nel frattempo, la Russia prevede di richiedere pagamenti in rubli per gli acquisti di gas naturale dalle nazioni europee, costringendo le società a sostenere la valuta. (riproduzione riservata)