L'Europa deve accelerare i suoi processi decisionali o rischia di perdere centralità perché incapace di tenere il passo con un mondo che si innova con tempisitche molto più veloci dei tempi di adeguamento di Bruxelles. A sostenerlo, dal palco dell'Italian Tech Week, è stato l'ad di Tim, Pietro Labriola. «Il mondo di oggi va a una velocità completamente diversa da quello del passato. Nel giro di un anno cambia tutto quanto. Oggi abbiamo un processo di definizione di regole e norme che a volte dura 3-4 anni, e così è impossibile proiettarci nel futuro», ha detto Labriola.
Labriola, così come altri leader del mondo delle telecomunicazioni europee, da tempo chiedono a Bruxelles un cambio di passo sull’adozione di nuove regole, in particolare sui fronti della creazione di un mercato unico e del consolidamento.
«Bisogna avere il coraggio di prendere decisioni, e questo è un compito compito dei manager e delle aziende ma soprattutto delle istituzioni. O acceleriamo il processo di decisioni, e allora riusciremo a sopravvivere, o fra 5 anni potremmo mettere sulle Alpi un cartello con scritto Disneyland», ha continuato Labriola.
«Da anni dico che l'inazione non è un'opzione, Draghi sostiene la stessa nel suo report. Dobbiamo capire che stare fermi non è possibile, dobbiamo prendere delle decisioni drastiche e ora, tra tre anni è tardi. Dobbiamo capire che l'Europa non è più il centro del mondo e non possiamo essere a traino. Dobbiamo recuperare una certa leadership e si fa solo con decisioni coraggiose», ha concluso l'ad di Tim. (riproduzione riservata)