I vertici delle grandi aziende europee di telecomunicazioni tornano a chiedere un cambio di passo sulle regole per il consolidamento all’Unione europea.
L’occasione per ribadire una posizione pressoché unanime è stato il «Ft Connect Europe Forum» tenutosi ieri a Bruxelles e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, della vicepresidente della Commissione Ue, Henna Virkkunen; del direttore generale della Dg Connect, Roberto Viola e dei ceo di Tim, Pietro Labriola, e Vodafone, Margherita Della Valle.
Al centro del panel che ha visto protagonisti Labriola e Della Valle il tema del consolidamento e delle potenziali conseguenze positive per il mercato e gli investimenti sulla tecnologia. «L’Europa ha la necessità di adottare le nuove tecnologie, dalla robotica all’Intelligenza Artificiale. Per farlo sono necessarie le reti di nuova generazione che possono essere realizzate solo con investimenti miliardari», ha sottolineato Della Valle.
La ceo di Vodafone, quindi, ha chiesto all’Unione europea «una politica della concorrenza che valorizzi la competizione sugli investimenti, senza sacrificare la protezione del consumatore», di fatto consentendo il consolidamento da quattro a tre operatori e «la rimozione degli ostacoli al mercato unico».
Una posizione condivisa da Labriola, che ha sottolineato anche come da anni «il mercato europeo delle telecomunicazioni non è più attrattivo» per gli investitori perché ha perso la sua capacità di generare profitti e che il Brasile è un esempio perfetto dei possibili risultati ottenibili grazie al consolidamento a tre operatori. Il ceo di Tim ha chiesto anche «certezze sulle frequenze per poter pianificare investimenti in grado di migliorare le reti».
Posizioni che, almeno in parte, si ritrovano negli interventi di Virkkunen e Viola. La vicepresidente della Commissione ha sottolineato come alcune sfide del mondo delle telecomunicazioni verranno affrontati all’interno del Digital Networks Act in preparazione. «Dobbiamo stimolare gli investimenti perché siamo ancora indietro sugli obiettivi di connettività», ha detto la commissaria, promettendo anche una «riduzione della burocrazia e dei vincoli» per il settore. Sul fronte del consolidamento, Virkkunen apre a una «maggiore flessibilità» dell’Ue, ma ribadisce che Bruxelles «non vuole aprire ai monopoli nei mercati europei» e intende «garantire concorrenza» a consumatori e imprese.
Viola invece esplicita come per la creazione di «un vero mercato unico» l’Ue punterà su «introdurre regole uniforme in Europa, tagliare la burocrazia e garantire che le frequenze per il 6G siano disponibili per le aziende in temp o, in modo che possano pianificare». Sul tema dello spettro, però, il direttore generale della Dg Connect avverte che serve un cambio di atteggiamento degli Stati, che hanno sempre respinto la richiesta di considerare le frequenze una risorsa europea. (riproduzione riservata)