L’opzione sarebbe ancora un’ipotesi remota, una strada tutt’altro che già definita. Ma secondo quanto riportato da Reuters, Poste starebbe valutando di incrementare la propria quota in Tim, salendo sopra il 10%.
L’opzione, al momento, sarebbe tra quelle potenzialmente valutabili secondo l’agenzia, ma è ancora stata presa una decisione definitiva. La salita all’interno del capitale di Tim servirebbe per consentire a Poste di fare da regista in caso di operazioni di m&a. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante non ha commentato le indiscrezioni a Reuters.
Poste è entrata nel capitale di Tim solo pochi giorni fa e da allora tutto sembrava indicare un’operazione puramente finanziaria, senza finalità di salire nel capitale, almeno a stretto giro. La quota in Tim, infatti, servirebbe in prima battuta ad avere un posizionamento utile per avviare sinergie commerciali. In primis a partire dall’utilizzo della rete Tim da parte di PosteMobile.
Secondo quanto raccolto a caldo da milanofinanza.it, l’opzione per il momento non sarebbe sul tavolo e la strategia di Poste sarebbe ancora in fase di definizione. Come ha rivelato MF-Milano Finanza, Poste ha aperto in questi giorni il dialogo con Vivendi e ha in programma dialoghi anche con Cvc e Iliad per capire le posizioni di tutti gli attori in campo. (riproduzione riservata)