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Tim, Labriola agli analisti: c’è spazio per migliorare i risultati. Sul canone ottimisti, vicino un primo accordo con Poste
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Tim, Labriola agli analisti: c’è spazio per migliorare i risultati. Sul canone ottimisti, vicino un primo accordo con Poste

06 agosto 2025, 12:45

L’ad spiega che sul fronte della generazione di cassa il gruppo va meglio delle previsioni: «Ma preferiamo la prudenza e non rialzeremo la guidance». Per le sinergie con il nuovo azionista il discorso inizierà in autunno

Risultati in linea alle aspettative e con un margine per un miglioramento, soprattutto sul fronte della generazione di cassa. «Ma vogliamo ricostruire la fiducia del mercato nella società, perciò procederemo con prudenza sperando di stupire a fine anno» dice Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, nella call con gli analisti dopo la presentazione dei risultati del primo semestre 2025 sui dossier aperti e le opportunità che si potranno aprire nei prossimi mesi. 

Il mercato ha reagito positivamente alle parole di Labriola, con il titolo che scambia intorno a metà seduta in leggero rialzo, poco sotto la soglia di 0,42 euro.

Spazio per la generazione di cassa

«Considerando i risultati e le tendenze operative c'è sicuramente spazio per ulteriori miglioramenti, soprattutto per quanto attiene all'equity free cash flow», ha detto Labriola. «Siamo ottimisti a proposito del fatto che i nostri risultati potrebbero essere migliori» delle previsioni, «però non vogliamo modificare la guidance».

La parola d’ordine è prudenza. «Non vogliamo fare errori durante il percorso, perché vogliamo recuperare la fiducia del mercato. Non stiamo correndo 100 metri, stiamo correndo una maratona e vogliamo nel 2027 portare la società esattamente al punto in cui abbiamo dichiarato sarà nel nostro piano». Nel secondo trimestre dell’anno l’equity free cash flow after lease è tornato positivo per circa 100 milioni.

Ottmismo sul canone concessorio

Come annunciato il 5 agosto, Tim ha già incassato dalle banche poco meno di un miliardo legato alla restituzione del canone concessorio del 1998. Soldi che, spiega il cfo uscente Adrian Calaza, sono stati ottenuti con un costo di circa 200 punti base inferiore rispetto a quello che Tim avrebbe dovuto sostenere accendendo un simile finanziamento sul mercato. 

Il contenzioso con lo Stato «è in via di definizione e pensiamo si possa chiudere entro la fine dell'anno», ha detto Labriola, che ha ribadito «ottimismo» su un esito positivo per il gruppo. Qualora la sentenza positiva per Tim arrivasse entro la fine dell’anno, «l’incasso influenzerà l’ultima riga di bilancio già nell’anno in corso». Questo andrebbe realisticamente potrebbe portare all’utile Tim e, di conseguenza, al pagamento in primis delle cedole arretrate delle Tim risparmio. La restituzione del miliardo alle banche, invece, arriverà solo «se la sentenza fosse negativa o non più eseguibile».

Verso le sinergie con Poste

«Stiamo lavorando per finalizzare i dettagli dell'accordo con Poste (relativo all’utilizzo della rete Tim da parte di PosteMobile, ndr), un accordo commerciale in teoria non ha nulla a che vedere con il fatto che sono azionisti», ha detto l’ad di Tim. 

Per allargare allo sguardo su maggiori sinergie bisognerà aspettare più tempo. «Stiamo cercando di esplorare la possibilità di continuare a generare sinergie con loro», perciò qualche indicazione potrà arrivare già dall’autunno, in particolare sugli ambiti su cui si potrà lavorare. «Sul fronte numerico, invece, bisognerà aspettare il prossimo piano di Tim all’inizio dell’anno prossimo». (riproduzione riservata)



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