Ancora vendite su Tim a Piazza Affari dopo che il ceo di Iliad si è sfilato da un consolidamento sul mercato italiano delle telecomunicazioni. Crollato dell’8,8% il 28 agosto, il titolo nella seduta del 29 agosto ha perso in chiusura l'1,06% a 0,4096 euro. Ma nell’intraday è scivolato sotto la soglia psicologica di 0,40 euro, arretrando fino a 0,3977 euro, livello dello scorso 1° agosto.
«Iliad è pronta a valutare eventuali opportunità di consolidamento sul mercato italiano, ma non proseguirà le trattative con Tim in vista di un’eventuale fusione. Le discussioni» con la controparte italiana «mancano da inizio aprile e non riprenderanno» sono bastate queste dichiarazioni del ceo del gruppo francese Iliad, Thomas Reynaud, a mandare al tappeto l’azione in borsa. Un’eventuale aggregazione (in Italia i ricavi del gruppo francese nel primo semestre sono stati pari a 600 milioni di euro, +9,2% anno su anno), con un ebitda di 190 milioni, +29,6%) aveva molti elementi di complessità (valutazioni relative, governance, assetto industriale, antitrust).
Lo sguardo di Iliad è rivolto altrove, infatti ha segnalato trattative preliminari con Sfr in Francia. Secondo le ultime indiscrezioni, il gruppo con Orange e Bouygues avrebbe sondato un possibile spezzatino di Sfr, con il supporto di fondi come Blackstone, Kkr e Ardian. Sul tavolo ci sarebbero diverse opzioni: dalla vendita in blocco a un riassetto a tre, che ridurrebbe il numero degli operatori francesi da quattro a tre, con possibili sinergie sui costi e un mercato più concentrato.
Le affermazioni di Iliad, a detta di Equita, sorprendono come timing e come impatto sul titolo Tim, visto che non c’era stato nelle settimane scorse un ravvivarsi delle ipotesi speculative (come confermato dal fatto che le discussioni sono ferme da aprile). L’impatto sul titolo dipende anche dal movimento al rialzo di Tim del mese di agosto che forse prezzava qualche ipotesi speculativa di breve termine e che ha lasciato l’azione esposta a prese di profitto.
Nella sostanza, la perentorietà delle affermazioni di Iliad «riduce, a nostro avviso, in modo significativo le chance di un deal Tim-Iliad ma lascia aperte le ipotesi di un consolidamento del mercato: Iliad-Wind? di cui Tim potrebbe beneficiare indirettamente», ipotizza Equita.
Ora le priorità di Tim, secondo Il Messaggero, sarebbero la conversione delle azioni di risparmio, ma attenderebbe che i titoli arrivino a 0,50 euro (-0,94% a 0,4616 euro), e l’integrazione di Poste Mobile. «Chiaramente un no definitivo da Iliad potrebbe portare Tim a guardare ad alternative come Poste Mobile. Sull’azione manteniamo il rating buy con un target price a 0,49 euro».
A seguito dei commenti del ceo di Iliad, gli analisti di Banca Akros hanno ridotto la probabilità di un accordo Tim-Iliad dal 25% al 10%, «sebbene riteniamo che resti una possibilità dato lo spettro limitato della società francese in Italia, le sinergie potenziali rilevanti da realizzare e il possibile fabbisogno di finanziamento legato allo scorporo di Sfr», sottolineano gli esperti di Banca Akros che, però, hanno ridotto il target price sul titolo Tim da 0,50 a 0,48 euro. La raccomandazione resta buy perché l’azione mantiene una valutazione modo interessante sia in termini assoluti sia relativi, infatti tratta a sconto del 30% rispetto ai competitor.
Invece, Oddo Bhf ha tagliato il rating sul titolo da outperform a neutral (target price a 0,41 euro), sostenendo che la probabilità di un consolidamento nel mercato italiano delle tlc ora è più bassa e gli altri catalizzatori sono già scontati nel prezzo dell’azione.
In realtà, secondo gli esperti di Bloomberg Intelligence, le probabilità per Tim di raggiungere un accordo con Iliad restano possibili anche dopo che il management di Iliad ha dichiarato che i colloqui tra le due società non riprenderanno. «Riteniamo, infatti, che le discussioni possano riaccendersi a causa dello spettro limitato a disposizione di Iliad rispetto alla sua quota di mercato in aumento, delle pressioni commerciali degli operatori storici su Iliad tramite tariffe mirate agli operatori e marchi low cost, nonché delle significative sinergie derivanti da un eventuale merger», spiegano gli esperti di Bloomberg Intelligence che vedono anche un contesto competitivo più sano sia in Brasile sia in Italia.
I tagli ai costi domestici restano in linea con il piano del colosso tlc dopo la revisione degli obiettivi, mentre le potenziali sinergie derivanti dalla partnership con Poste Italiane, ora suo principale azionista, offrono un ulteriore supporto. «L’apertura del management di Tim a un possibile consolidamento sul mercato domestico crea ulteriori opportunità di m&a, mentre le recenti cessioni hanno migliorato la visibilità grazie alla riduzione della leva finanziaria e alla possibilità di earn-out, preparando il terreno per la distribuzione di un dividendo nel 2027. Infine», notano gli analisti di Bloomberg Intelligence, «l’azione resta ancora scambiata a sconto rispetto alla media del settore telecom europeo». (riproduzione riservata)