Tim torna a superare la soglia di 0,4 euro dopo oltre tre anni, ma la corsa dura poco, meno di metà seduta con il sorgere di problemi inattesi nel corso dell’udienza per il rimborso del canone di concessione del 1998. In apertura del 27 maggio, infatti, il titolo è scattato e ha scambiato nelle prime battute con un rialzo di circa il 3% sopra i 40 centesimi. L’ultima volta era febbraio 2022 e la corrente era discendente, visto che Piazza Affari aveva fiutato che l’opa di Kkr su Tim a 0,5 euro non sarebbe arrivata.
Il superamento della soglia simbolica di 0,4 euro è arriva lo stesso giorno in cui era prevista in Cassazione l’unica udienza relativa alla restituzione del canone concessorio del 1998, che potrebbe portare nelle casse del gruppo tlc guidato dal ceo Pietro Labriola. Un’udienza in cui sono però sorti problemi inattesi, che potrebbero allungare di molto i tempi per l’incasso della cifra nella peggiore delle ipotesi. Non a caso il titolo è precipitato nel pomeriggio e scambia in ribasso del 5% sotto 0,38 euro intorno alle 14:30.
Nel corso dell’udienza, secondo quanto emerso, il procuratore generale della Cassazione ha chiesto il rigetto del ricorso presentato dallo Stato contro il rimborso del canone. Una indicazione che andava nella direzione sperata da Tim di un incasso in tempi brevi.
Tuttavia la Corte di Cassazione ha sollevato, a sorpresa, la questione di ufficio sulla restituzione del canone pagato da Tim allo Stato e non dovuto. La questione sollevata dalla Corte di Cassazione è «rappresentata dalla sussistenza o meno dell'esattezza della scelta» di Tim «di proporre, avverso la decisione del tribunale di primo grado, il rimedio dell'appello, anziché quello del regolamento di competenza» territoriale.
Il giudice di primo grado aveva infatti inizialmente ritenuto competente Perugia, ma Tim aveva fatto appello contro questa decisione, vincendolo e facendo restare la competenza a Roma. Secondo la Cassazione ora è necessario verificare se fosse stato corretto procedere con regolamento di competenza o ricorrere in appello, come ha fatto Tim. Ora pm e parti in causa hanno 30 giorni per depositare osservazioni.
Tim intanto prosegue nel percorso di avvicinamento all’assemblea del 24 giugno, dove saranno al voto diverse novità in tema di remunerazione. «Un piano di incentivazione azionaria (Performance share 2025-27), un nuovo piano di incentivazione attraverso Phantom Shares per manager non coinvolti nel piano precedente e la modifica del piano di stock options 2022-24 (per circa l’1% del capitale) con la revisione dello strike price da 0,424 a 0,3465 euro e periodo di esercizio compreso tra 1 febbraio e 14 aprile 2027», riassume Equita.
In sede straordinaria, invece, verranno proposte tra le altre cose la modifica dell’oggetto sociale per consentire di vendere più servizi di Poste e la riduzione del numero massimo di consiglieri da 19 a 15. Sul tema board, soprattutto, si attende l’autorizzazione dell’Antitrust a Poste Italiane per rilevare la quota di Vivendi e arrivare così al 24,8% del gruppo tlc. Solo dopo, realisticamente, Poste potrebbe valutare di inserire dei rappresentanti nel cda. (riproduzione riservata)