Il fondo sovrano della Norvegia ha respinto il nuovo pacchetto retributivo da 1.000 miliardi di dollari proposto per Elon Musk, amministratore delegato di Tesla. Lo scrive il Wall Street Journal precisando che il fondo è il primo grande investitore istituzionale a rendere nota la propria decisione.
Norges Bank Investment Management, il braccio operativo della banca centrale che gestisce un patrimonio di 1.900 miliardi di dollari, ha espresso diverse preoccupazione per l’entità del piano di compensi.
«Pur riconoscendo il valore significativo creato grazie al ruolo visionario di Musk, siamo preoccupati per l’entità complessiva dell’incentivo, la diluizione e la mancanza di misure per mitigare il rischio legato a una figura chiave, in linea con la nostra posizione generale sulla remunerazione dei dirigenti», si legge in una nota.
Giovedì 6 novrembre Tesla terrà la sua assemblea annuale degli azionisti, durante la quale saranno annunciati i risultati del voto su varie proposte, tra cui il pacchetto retributivo di Musk. L’accordo prevede che l’imprenditore riceva un’ulteriore partecipazione del 12% in Tesla se riuscirà a portare la capitalizzazione della società a 8.500 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, quasi otto volte l’attuale valore di mercato. A quel livello, il premio avrebbe un valore di poco superiore ai 1.000 miliardi di dollari.
Con una quota dell’1,2% in Tesla, il fondo norvegese è il sesto maggiore investitore istituzionale della società, dietro colossi come Vanguard e BlackRock, secondo i dati di FactSet. Gli azionisti voteranno inoltre sulla rielezione dei membri del consiglio di amministrazione e su una proposta che chiede al board di Tesla di investire nella startup di intelligenza artificiale di Musk, xAI.
Anche alcuni fondi pensione pubblici di minori dimensioni, come l’American Federation of Teachers e diversi sistemi pensionistici della città di New York, si sono espressi pubblicamente contro il piano di compensi, così come le principali società di consulenza agli azionisti Institutional Shareholder Services e Glass Lewis. Musk, che resta il maggiore azionista di Tesla con una quota di voto pari a circa il 15%, potrà a sua volta esprimersi sul pacchetto.
Il piano proposto consentirebbe a Musk — già la persona più ricca del mondo — di ricevere nuove tranche di azioni se Tesla raggiungerà una serie di traguardi di capitalizzazione e di business, tra cui la consegna di 20 milioni di veicoli, l’attivazione di un milione di robotaxi e il raggiungimento di una media trimestrale di 10 milioni di abbonati al servizio di guida autonoma Full Self-Driving.
Lo scorso anno, il fondo norvegese aveva già votato per ratificare il pacchetto retributivo del 2018 per Musk, annullato da un giudice del Delaware. Il pacchetto era stato approvato con il 72% dei voti, ma il Tribunale aveva confermato la decisione di revocare il pacchetto. Tesla è ancora in attesa della sentenza della Corte Suprema del Delaware sul ricorso presentato. (riproduzione riservata)