Tenaris ha annunciato la riattivazione delle sue attività di trattamento termico e finitura presso lo stabilimento produttivo a Koppel, in Pennsylvania, a seguito di un investimento di 2,1 milioni di dollari per riavviare queste linee.
Questa mossa fa parte di una strategia più ampia volta a rafforzare la produzione nazionale di tubi d’acciaio per il settore energetico statunitense. La riattivazione si aggiunge agli oltre 150 milioni di dollari precedentemente investiti nell’adiacente acciaieria Koppel, compreso un aggiornamento del sistema di scarico da 85 milioni di dollari per migliorare la sostenibilità.
Inoltre, Tenaris ha acquisito l’impianto di lavorazione rottami di Beaver Falls per rendere più efficiente la produzione. L’azienda sta assumendo oltre 80 nuovi dipendenti per supportare le sue attività ampliate in Pennsylvania.
A Piazza Affari il titolo Tenaris flette dell’1,52% a 17,82 euro. Da inizio 2026 è salito del 7,9% in seguito al -6% nel 2025. A metà dicembre dello scorso anno, nel comunicare che le azioni proprie acquistate nell’ambito del programma di buyback hanno raggiunto il 5,07% dei diritti di voto (saranno cancellate nel tempo, riducendo il capitale in circolazione), gli azionisti di controllo San Faustin S.A. (indiretto) e Techint Holdings (diretto) hanno depositato un aggiornamento del Schedule 13D presso la Sec.
In particolare hanno annunciato che tra il 9 e il 12 dicembre del 2025, Techint ha venduto 2,6 milioni di azioni del gruppo (lo 0,2% del capitale) tramite un mandato di vendita non discrezionale; mentre il 12 dicembre, Techint ha sottoscritto un accordo di vendita accelerata di azioni, non discrezionale, con un’istituzione finanziaria europea, per la vendita fino a 21 milioni di azioni ordinarie Tenaris (2% del capitale) tra il 15 dicembre del 2025 e non oltre il 19 maggio del 2026.
Al termine della vendita accelerata di azioni, Techint potrà effettuare ulteriori vendite in funzione delle condizioni di mercato, sempre nel rispetto della soglia minima del 67%. L’autorizzazione alla vendita, è stato spiegato, risponde a esigenze di gestione del portafoglio, in quanto il buyback di Tenaris ha determinato un incremento automatico della quota di San Faustin.
In base ai calcoli di Equita, attualmente San Faustin detiene il 66,3% del capitale e il 69,9% dei diritti di voto, in aumento rispetto al 61,4% e al 65,8% a fine 2024, per effetto del buy-back, incluso il piano da 1,2 miliardi di dollari per il 2025-2026 (seconda tranche in corso da 600 milioni di dollari).
La comunicazione di San Faustin e Techint Holdings conferma che non vi sono piani di delisting nel breve dell’azione da Piazza Affari, e che eventuali vendite saranno gestite per mantenere la partecipazione sopra il 67%. A detta di Equita il mercato non sta prezzando scenari di delisting: «il titolo tratta con un p/e 2025 di 11 volte e, tra dividendo e buyback, il rendimento complessivo per l’azionista si mantiene a doppia cifra; la notizia potrebbe dar fastidio nel breve, ma non ci aspettiamo pressioni significative sul titolo su cui manteniamo il rating buy e il target price a 19,50 euro», conclude la sim. (riproduzione riservata)