Tenaris chiude in anticipo la seconda tranche del buyback a causa dei mercati troppo volatili. La società della famiglia Rocca, che produce tubi per il settore oil & gas, ha deciso di terminare, con effetto dal 3 marzo, la seconda tranche del programma di riacquisto di azioni proprie da 1,2 miliardi di dollari, annunciato lo scorso 27 maggio 2025.
Aveva stipulato un accordo di buyback non discrezionale per l’esecuzione di questa seconda tranche da 600 milioni di dollari, iniziata il 3 novembre 2025, che avrebbe dovuto concludersi non oltre il 30 aprile 2026.
Dall’inizio della tranche, Tenaris ha riacquistato 29,3 milioni di azioni ordinarie per un costo complessivo di 584 milioni di dollari, completando, quindi, l’obiettivo di riacquisto prefissato.
La società ha, quindi, concluso che, in un contesto di elevata volatilità dei mercati, lasciare che questa tranche proseguisse come originariamente pianificato avrebbe comportato un significativo esborso aggiuntivo a favore della controparte finanziaria.
Di conseguenza, dopo la fine del periodo di blackout legato alla pubblicazione dei risultati annuali del 20 febbraio 2026, ha esercitato il proprio diritto di terminare in anticipo il buyback alla prima data utile consentita dal contratto.
«La chiusura anticipata è principalmente di natura tecnica, in quanto Tenaris ha effettivamente completato i riacquisti previsti per la tranche. Consideriamo la decisione neutrale: evita pagamenti ulteriori non necessari, preservando al contempo l’opzione per futuri programmi di riacquisto», commenta Banca Akros.
Infatti, il cda di Tenaris ha detto che valuterà in futuro se e quando avviare nuovi programmi di buyback. Nelle sue stime Equita ipotizza un rinnovo del buyback per 1,2 miliardi di dollari, pari al 4% dell’attuale capitalizzazione di mercato della società.
Durante l’ultima call con gli analisti sui conti 2025, il management dell’azienda ha sottolineato che la decisione finale sul rinnovo spetta all’assemblea degli azionisti e al consiglio di amministrazione di maggio, evidenziando, tuttavia, che i fattori determinanti per questa scelta non si sono modificati in modo significativo.
Con il titolo che in borsa tratta a un multiplo prezzo/utile 2026 di 14,8 volte, Equita ha confermato il rating hold e il target price a 24 euro (+1,42% a 22,92 euro l’azione in chiusura in borsa il 24 febbraio). Invece, Banca Akros ha un rating accumulate e un target price a 24 euro. Attualmente il consenso Bloomberg vede 7 rating buy, 10 hold e 1 sell sull'azione con un target price medio a 21,86 euro, del 5% circa sotto la quotazione attuale. (riproduzione riservata)