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Tenaris batte le attese nonostante i dazi Usa sull’acciaio: titolo sui massimi di luglio 2008 in borsa
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Tenaris batte le attese nonostante i dazi Usa sull’acciaio: titolo sui massimi di luglio 2008 in borsa

19 febbraio 2026, 09:50 Ultimo aggiornamento: 17:49

Nel quarto trimestre del 2025 Tenaris ha visto calare l'utile dell'11% a 461 milioni di dollari e salire i ricavi del 5% a 2,995 miliardi, ma in entrambi i casi ha superato le previsioni. Dividendo più ricco: rende il 4%. Nuovo buyback in vista

Nonostante l’aumento dei dazi statunitensi sull’acciaio, Tenaris sorprende gli analisti. Nel quarto trimestre del 2025 il produttore di tubi e servizi per l'esplorazione e la produzione di petrolio e gas ha visto calare l'utile dell'11% a 461 milioni di dollari (0,44 dollari per azione) e salire i ricavi del 5% a 2,995 miliardi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ma in entrambi i casi ha superato le previsioni del consenso degli analisti, rispettivamente a 438 milioni e a 2,94 miliardi.

I margini reggono nonostante i dazi Usa

L'utile attribuibile agli azionisti è sceso del 13% a 449 milioni. L’aumento del 29% delle vendite di tubi in Nord America ha contribuito a compensare il calo dei ricavi in Sud America ed Europa.

Inoltre i margini hanno tenuto bene (l’ebitda è diminuito meno di quanto previsto dal consenso dell'1% a 717 milioni di dollari nel trimestre con un margine al 23,9% contro il 25,5% dello stesso periodo del 2024), nonostante riflettano il pieno impatto dei dazi Usa al 50%. Comunque, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intende ridurre alcuni dazi sui prodotti in acciaio e alluminio, secondo quanto riportato venerdì scorso dal Financial Times.

«Negli Stati Uniti, nonostante l'aumento dei dazi sui prodotti siderurgici importati, i prezzi degli Octg (oil country tubular goods, i tubi usati nel settore petrolifero e del gas per la perforazione) rimangono sostanzialmente invariati rispetto al livello precedente all'applicazione dei dazi. Prevediamo che alla fine, con il tempo, reagiranno ai dazi sulle importazioni e all'aumento dei costi delle materie prime per i produttori nazionali», ha sottolineato nel comunicato la società.

Nell'intero esercizio 2025 i ricavi sono calati del 4% a 11,981 miliardi e l'utile netto del 5% a 1,973 miliardi (1,933 miliardi quello attribuibile agli azionisti) con un utile per azione salito dell'1% a 1,83 dollari. Il cda ha proposto il pagamento di un dividendo annuale di 0,89 dollari per azione (0,83 dollari per azione nel 2024), pari a circa 900 milioni di dollari, incluso l'acconto di 0,29 dollari (300 milioni in totale) pagato a novembre. Il dividendo è in linea con la stima del consenso e offre un rendimento del 4%.

Ulteriori buyback in vista

Tenaris valuterà la possibilità di «proseguire con il riacquisto di azioni proprie» dopo la scadenza del programma attualmente in corso, prevista per maggio 2026, ha annunciato il ceo, Paolo Rocca, durante la call con gli analisti. L'assemblea dei soci e il cda hanno approvato un programma di riacquisto di azioni proprie per un valore di 1,2 miliardi da maggio 2025 a maggio 2026, suddiviso in due tranche.

La seconda tranche è stata nuovamente approvata a ottobre. La decisione spetta ovviamente agli azionisti e al cda, «ma diciamo che i fattori rilevanti per la decisione non sono cambiati molto», ha precisato Rocca, spiegando che «l'assemblea di maggio e il cda dovranno decidere quando chiudere la seconda tranche di 600 milioni. Prenderanno in considerazione diversi fattori, il livello di liquidità disponibile e le prospettive future. Su questa base, valuteranno la possibilità di proseguire il programma di buyback». il tutto a fronte di investimenti che nel 2026 saranno «sulla stessa linea dell'anno scorso», ha detto Rocca.

L’outlook e le stime del consenso

Tenaris ha previsto che le vendite e i margini nel primo trimestre del 2026 rimarranno vicini ai livelli attuali, quindi circa 3 miliardi di dollari di ricavi e 717 milioni di ebitda o il 7/8% sopra i 664/668 milioni attesi da Equita e dal consenso che vede i ricavi a 2,97 miliardi di dollari. Per l’intero esercizio 2026 a 2,77 miliardi.

«Abbiamo detto che nel primo trimestre i margini saranno in linea con il quarto trimestre. È difficile dare una previsione di più lungo termine, data anche la volatilità del contesto in cui ci muoviamo», ha affermato Rocca, sottolineando che «abbiamo fiducia nell'efficienza delle nostre operazioni e nella nostra capacità di produrre negli Stati Uniti, dove, andando avanti, ci aspettiamo un livello più basso di tariffe».

L’azienda si aspetta una stabilizzazione delle attività di trivellazione negli Usa e in Canada sui livelli attuali dopo il modesto calo nella seconda metà del 2025, mentre le attività in altre aree dovrebbero restare invariate nel breve termine.

Sebbene i prezzi del petrolio e del gas rimangano volatili a causa del contrasto tra l'eccesso di offerta a breve termine e le preoccupazioni geopolitiche, Tenaris ha anche segnalato che le società petrolifere e del gas guardano a prospettive di domanda resilienti nel lungo termine e alla necessità di sostituire il calo della produzione, mentre portano avanti i loro piani di investimento.

Rocca ha aggiunto che «le principali compagnie petrolifere e del gas sono alla ricerca di nuove riserve di produzione per soddisfare una domanda a lungo termine più resiliente e stanno guardando oltre lo shale, allo sviluppo di giacimenti in acque profonde e all'esplorazione in regioni di frontiera». Tenaris, con la sua capacità di sviluppare prodotti per operazioni complesse e di supportare lo sviluppo rapido con servizi e soluzioni avanzate su larga scala, «sta collaborando con la maggior parte di queste aziende nello sviluppo di progetti».

Gli analisti

A detta di Banca Akros (rating buy e target price a 21 euro confermati sul titolo), l’ebitda del quarto trimestre è risultato leggermente migliore del previsto (superiore dell’1,5%) grazie ai costi operativi più bassi (l’ebitda del terzo trimestre del 2025 includeva un elemento positivo una tantum di 34 milioni di dollari relativo al rimborso dei depositi antidumping statunitensi pagati sulle importazioni di tubi Otcg dall’Argentina, per le quali i dazi erano stati successivamente ridotti). I margini del quarto trimestre sono stati in linea con quelli del terzo trimestre (al netto delle voci straordinarie), nonostante l’aumento dei dazi e dei costi delle materie prime.

«Un trimestre solido», così Jefferies (buy e target price a 21 euro) che rimarca l’ebitda superiore dell’8% rispetto alle attese e margini in calo di soli 20 punti base trimestre su trimestre, nonostante riflettano ora il pieno impatto dei dazi al 50%. Inoltre, le indicazioni su vendite e margini per il primo trimestre del 2026, previste «vicine ai livelli attuali», suggeriscono possibili rialzi del 7% delle stime del consenso. I commenti sul quadro generale sono anch’essi positivi.

La posizione di cassa netta a 3,32 miliardi di dollari è sostanzialmente in linea con le nostre stime, ma inferiore al consenso probabilmente perché quest’ultimo non ha considerato pienamente il totale dei riacquisti di azioni proprie per 537 milioni nel quarto trimestre. Il free cash flow è stato di 665 milioni dopo investimenti (capex) per 123 milioni e un incremento del capitale circolante di 110 milioni.

Anche Equita non ha potuto fare a meno di osservare che margini hanno tenuto bene e meglio delle attese grazie alla riapertura dell’acciaieria di Koppel e a una buona efficienza industriale. Con il titolo che tratta a un p/e 2026 di 13,5 volte e a un ev/ebitda di 7,8 volte, con 3,3 miliardi di cassa netta (il 14% della capitalizzazione di mercato), il rating della sim resta buy e il target price a 21 euro.

Il titolo in borsa

Il titolo Tenaris è balzato del 9,48% a 23,10 euro (massimo storico il 30 giugno del 2008 a 24,39 euro) il 19 febbraio in chiusura in borsa. Negli ultimi tre mesi ha guadagnato il 20,6%. (riproduzione riservata)



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