Inizia a riscuotere interesse la vendita del 49% di Telepass da parte degli svizzeri di Partners Group che non avrebbero ancora notificato l’exit. La procedura non è entrata nelle fasi formali e gli advisor Ubs e Mediobanca stanno ancora sondando il mercato, ma secondo quanto riferiscono a MF-Milano Finanza più fonti vicine al dossier sono sei, per il momento, i soggetti che hanno manifestato interesse per la quota dell’operatore del telepedaggio controllato da Mundys della famiglia Benetton.
Come Partners, in maggioranza si tratta di gruppi di private equity e sono Warburg Pincus, Bain, Stonepeak e Advent, a cui si aggiungono il fondo pensione olandese Apg e il player industriale Via Verde. Apg ha in portafoglio Brisa, il più grande operatore autostradale portoghese e sino a fine 2024 controllava anche il colosso infrastrutturale iberico Itinere, uno dei principali concessionari di strade a pedaggio nel nord della Spagna. Via Verde invece è la Telepass lusitana.
Gli americani di Warburg e Bain avevano già guardato l’asset nel 2019, quando l’ex Atlantia aveva deciso di valorizzare una quota di minoranza della controllata ora guidata da Luca Luciani. Nelle settimane scorse si è vociferato anche di un interesse di Eqt e Brookfield. Gli advisor hanno inviato i teaser anche alle grandi compagnie di assicurazione come la tedesca Allianz che ha accantonato il dossier.
Secondo le fonti, gli svizzeri di Partners Group – che nel 2021 avevano sborsato 1,05 miliardi per il 49% della società del telepedaggio – puntano a valorizzare l’intero 100% circa 3,8 miliardi scommettendo anche su una forte accelerazione commerciale da parte del ceo. Entrato a marzo 2024 (da Cellnex Italia), Luciani ha raddoppiato in un colpo solo i canoni mensili dell'offerta base e di quella plus, facendo salire i ricavi da quota da 374 milioni di euro a 435,5 milioni (+16%) e l’ebitda da 158,8 a 180 milioni (+13,3%).
Visto che il repricing per il segmento consumer (e cioè le famiglie) era partito a luglio, al termine di quest’anno il fatturato dovrebbe registrare un altro balzo consistente grazie all’effetto pieno degli incrementi su 12 mesi.
Luciani, che ha anche riorganizzato il gruppo cedendo alcuni asset non core, vuole superare il modello del telepedaggio (sei clienti su 10 si abbonano ancora solo per il pagamento dell’autostrada senza fila al casello), consolidando invece il gruppo della galassia Benetton come piattaforma della mobilità urbana, usata anche dai più giovani con il pacchetto pay per use. La strategia mira a far aumentare i clienti da 7 (famiglie e business) a 10 milioni, raggiungendo nel 2030 il miliardo di euro di ricavi.
Quest’estate la società, che secondo indiscrezioni avrebbe avviato un nuovo financing con le banche, ha lanciato anche un nuovo modello di telepedaggio senza canone, adatto a viaggiatori occasionali. (riproduzione riservata)