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Telepass, il ceo Luca Luciani esternalizza il contact center per migliorare il servizio clienti

02 febbraio 2026, 23:30 Ultimo aggiornamento: 03 febbraio 2026, 07:26

Il gruppo del telepedaggio della galassia Mundys ha avviato un'operazione di affitto di ramo d’azienda con Distribuzione Italia per esternalizzare T-Contact, puntando a migliorare l'efficienza e ridurre i costi di gestione

Luca Luciani mette ancora mano al perimetro di Telepass. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, a dicembre il gruppo del telepedaggio controllato da Mundys della famiglia Benetton ha aperto i cantieri di una complessa operazione di affitto di ramo d’azienda.

L’oggetto è T-Contact. Con una cinquantina di dipendenti (su oltre 400 totali) è la divisione di Telepass che si occupa della vendita al telefono e della gestione delle segnalazioni più complesse provenienti dall’assistenza clienti. Opera come secondo livello avanzato, intervenendo su contratti, attivazione dei servizi, fatturazione e disservizi operativi.

L'accordo con Distribuzione Italia per la gestione dei servizi

L’amministratore delegato Luciani - che sta per firmare il suo primo bilancio pieno da quando a marzo 2024 è arrivato alla guida di Telepass - ha siglato con Distribuzione Italia un contratto di affitto dell’asset della durata di quattro anni più quattro, tacitamente prorogabili.

Distribuzione Italia è il gruppo dei call center (circa 8 mila dipendenti) fondato da Michele Deledda, uno storico fornitore di Tim, ma che da tempo lavora anche con la controllata di Mundys sempre per quanto riguarda l’assistenza clienti. Il canone è quasi simbolico perché si parla di 100 mila euro all’anno per la gestione del ramo d’azienda.

Efficienza operativa e focus sul core-business

Per Telepass la ratio dell’esternalizzazione sta sia nel cercare di guadagnare efficienza sul lato della qualità del servizio facendola gestire da un operatore del settore dotato anche di un’infrastruttura ad hoc e sia nell’appaltare all’esterno una serie di costi come la formazione dei 50 dipendenti, costi che altrimenti rimarrebbero in capo a Telepass.

In questo modo il gruppo può continuare a concentrare gli investimenti sul core-business in un settore che, dopo l’ingresso di concorrenti come UnipolMove e MooneyGo, registra un’erosione dei margini. L’azione di Luciani si è concentrata sulla ridefinizione del perimetro societario (cedute Telepass Digital e Wash Out e rilevato il 30% di Urbi, app che compara i servizi di mobilità in Italia e in altre città europee) per spingere sulla parte commerciale.

Il motivo? Sfruttare al massimo il repricing delle tariffe Telepass e l’introduzione di innovazioni come Grab&Go, dispositivo acquistabile nelle catene della grande distribuzione e che consente di pagare i servizi ad uso senza costi fissi di abbonamento.

I risultati finanziari e le manovre sull'azionariato

Le scelte hanno avuto un impatto positivo sui conti visto che quest’anno Telepass dovrebbe chiudere con ricavi superiori ai 500 milioni (dai 436 milioni del 2024) e 300 milioni di ebitda (dai 235 milioni calcolati dal 1° luglio 2024, momento del raddoppio delle tariffe, al 30 giugno 2025).

Dal punto di vista dell’azionariato, Partners Group vuole vendere il proprio 49% e ha dato mandato a Mediobanca e Ubs di sondare il mercato. Il mandato non vale anche per il 51% di Mundys che però si è impegnata a valutare eventuali offerte solo nel caso in cui le valutazioni per il 100% superino i 4 miliardi. (riproduzione riservata)



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