Non solo un primo trimestre 2026 solido, ma anche un secondo in accelerazione, con un trend sostenuto pure nella seconda parte dell’anno. Dato il contesto e il momentum positivi, Alberto Gegra, analista di Equita, ha alzato il rating su Technoprobe da hold a buy e il target price addirittura di 4,3 euro per azione da 16,7 a 21 euro (+19% di potenziale upside). Di riflesso a Piazza Affari il 17 aprile il titolo dell’azienda che sviluppa soluzioni per il testing dei chip è balzato in chiusura del 9% a quota 18,50 euro, nuovo massimo storico. Il consenso Bloomberg vede il target price medio a 16,33 euro, sotto il prezzo attuale.
Technoprobe riporterà i risultati del primo trimestre del 2026 il prossimo 14 maggio. «Ci aspettiamo un trimestre in linea al mid-point della guidance della società con un fatturato a 182 milioni di euro, +16% anno su anno e +12% trimestre su trimestre, un margine lordo al 46,5% e un ebitda margin al 35,4%», prevede Gegra.
D’altra parte, spiega l’esperto, i primi messaggi della stagione dei conti dei semiconduttori stanno puntando nella direzione di un’ulteriore accelerazione e miglioramento dei piani di espansione della capacità lungo tutta la supply chain (l’olandese Asml ha migliorato l’outlook sul 2026 e Tsmc ha alzato la guidance 2026 in termini di fatturato e capex). Il driver principale resta la domanda per l’AI (in particolare le GPU di Nvidia e Advanced Micro Devices, gli Asic, ovvero i circuiti integrati specifici per le applicazioni, degli hyperscalers e le memorie avanzate Hbm) che continua a sorprendere al rialzo e a essere ben superiore all’offerta.
Inoltre, Gegra vede ancora più attenzione sul Silicon Photonics con Nvidia che ha accelerato il lancio di soluzioni di connettività basate su optics/cpo e ha stretto partnership strategiche con Lumentum e Coherent. Sono al contempo arrivati segnali tangibili lungo la supply chain con ordini record riportati da player come Aehr Test Systems e Aixtron.
In questo contesto, «pensiamo che Technoprobe possa indicare un secondo trimestre in accelerazione con un fatturato superiore a 200 milioni di euro, oltre +20% anno su anno e +12% trimestre su trimestre, e un margine lordo/ebitda margin non lontano dal 50%/40%», afferma l’analista di Equita.
Per il secondo semestre, invece, sebbene la visibilità della società, in termini di ordini firmati, resti limitata, per Gegra è ragionevole ipotizzare una seconda parte dell’esercizio che non sia molto distante dalla prima in valore assoluto, anche considerando un contributo più rilevante dagli Asic e i potenziali primi contributi da Hbm, Cina e Sipho.
Quindi l’esperto ha alzato leggermente le stime 2026 sulle vendite/ebitda di Technoprobe del 3%/1% a 762 e a 281 milioni, rispettivamente, con un ebitda margin al 37%. Il cambio, avverte, ha un impatto negativo del 2%/5%.
Mentre nel 2027 si aspetta un fatturato di 969 milioni dopo aver alzato le stime con un ebitda margin al 41% (44% nel 2028), stime in linea a quelle del consenso sul 2027. Di conseguenza, il target price sull’azione sale da 16,7 a 21 euro e il rating a buy.
Questo anche se le valutazioni in valore assoluto del titolo sono elevate «ma riteniamo che siano più che giustificate considerando il re-rating settoriale (+20% da inizio anno), il momentum dei mercati core, soprattutto le Gpu, e le opportunità che i nuovi mercati offrono: HBM/SiPho/ingresso in Cina», puntualizza Gegra.
Inoltre, considerate le crescite, i margini e il posizionamento di mercato, riteniamo ingiustificato il recente gap valutativo rispetto a Form, al 20% di sconto sull’ev/ebitda 2026 (Technoprobe 38x vs Form 47x) e del 34% sul 2027 (27x vs 41x) rispetto a un premio storico intorno al 5%.
Al target price di 21 euro Technoprobe tratterebbe a 56x/39x il p/e 2027/2028 e a 34x/25x l’ev/ebitda 2027/2028 contro una mediana dei competitor a 34x/28x. Tra gli elementi di rischio da monitorare, conclude Gegra, una perdita di quota nelle Gpu nei confronti di Form, un potenziale ritardo dei contributi dai nuovi mercati e l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente con potenziali impatti diretti (costi) e indiretti (consumi), al momento entrambi contenuti stando anche ai commenti di Tsmc. (riproduzione riservata)