Nonostante un terzo trimestre in linea con le attese (ricavi a 141 milioni di euro, in calo del 3,5% rispetto all’anno precedente, trainati dalla domanda di AI e dalla ripresa del segmento consumer, e margine ebitda al 28,2%), Technoprobe ha fornito un outlook solido a livello di redditività nel quarto trimestre del 2025, con la guidance sull’ebitda rettificato (56 milioni di euro con un margine ebitda del 34,7%) al di sopra delle aspettative degli analisti e a Piazza Affari l’azione ha chiuso la seduta dell’11 novembre su un nuovo massimo storico a quota 10,54 euro, guadagnando il 19,37%.
Nel terzo trimestre l’ebitda del gruppo attivo nel settore dei semiconduttori e della microelettronica è risultato pari a 39,8 milioni con un margine del 28,2% rispetto ai 34,6 milioni (margine 23,7%) registrati nel terzo trimestre del 2024, poco sotto la stima del consenso Bloomberg a 41,6 milioni.
Come al solito, nota George Brown, analista di Deutsche Bank, la conference call post conti è risultata molto più interessante del comunicato stampa. Qui, infatti, il management ha dichiarato che gli obiettivi presentati al Capital Markets Day (vendite a 850-900 milioni di euro e margini ebitda al 38-40%) si applicano ora al 2027, rispetto al 2028 precedente, «con il target più alto a livello di margine ormai a portata di mano, implicando un rialzo del 12% rispetto alla stima del consenso sull’ebitda 2027», spiega Brown.
Non solo. Con il tasso di utilizzo della capacità produttiva già intorno al 90%, Technoprobe punta a raddoppiare la sua capacità nei prossimi due anni (a partire da subito), il che implica, secondo i calcoli dell’analista di Deutsche Bank, vendite potenziali superiori a 1,3 miliardi di euro entro il 2028 quando il consenso è fermo a 0,9 miliardi. Il management ha anche precisato che un’espansione così aggressiva è supportata da «segnali forti» provenienti dai clienti attuali e nuovi sia nel settore logic sia in quello memory.
Brown ha, quindi, alzato il target price sull’azione da 10,50 a 11 euro e ribadito il rating buy. Ha fatto altrettanto Domenico Ghilotti, Co-Responsabile Research Team di Equita. Dopo aver alzato le stime di ebitda 2026/2027 del +11%/+5%, rispettivamente, per riflettere una maggior leva operativa e una buona gestione dei costi visibile già nel quarto trimestre, ha rivisto il prezzo obiettivo del 10,4 a 11 euro sempre in scia a una guidance per l’ultimo trimestre migliore delle attese soprattutto sulla marginalità, meno a livello di fatturato: 160 milioni (+14% trimestre su trimestre; 159 milioni la stima del consenso).
Ma la conference call ha fornito diversi spunti positivi anche sulle opportunità per il 2026 e il 2027. Il prossimo anno è attesa una crescita «mid-teens», con una partenza forte grazie al ramp-up dei nuovi programmi già discussi con i principali clienti. Inoltre, è attesa un’espansione ulteriore del segmento AI, verso il 45-50% delle vendite dal 35/40% nel 2025 grazie all’adozione di edge AI nel consumer (primi contributi già visibili). Il management ha anche indicato capex addizionali (rispetto ai 50 milioni ricorrenti) attesi tra 50 e 100 milioni (due opzioni ancora in fase di valutazione).
Al nuovo target price di 11 euro di Equita, Technoprobe tratterebbe a 21 volte l’ev/ebitda 2027 contro le 19 attuali rispetto a FormFactor a 22, a Teradyne a 27 e ad Advantest a 32. Anche Banca Akros ha aggiornato il target price da 9,5 a 10 euro, ma ha confermato la raccomandazione neutral, lo stesso giudizio di Mediobanca Research (target price alzato a 9,30 euro).
Mentre Ubs ha ribadito il rating buy e un target price a 10,40 euro: «Considerati i commenti positivi sul raddoppio della capacità produttiva e sulle aspettative di crescita per il 2026 e il 2027, ci aspettiamo che le azioni sovraperformino significativamente il mercato». Il consenso Bloomberg vede attualmente 3 rating buy, 5 hold e 0 sell sull’azione con un prezzo obiettivo medio a 9,67 euro. (riproduzione riservata)