Technogym ha chiuso venerdì a 8,54 euro con un rialzo del 6,88% per 1,7 miliardi di capitalizzazione (+18% circa da inizio anno). In mattinata si è conclusa un’operazione di Reverse Accelerated Bookbuilding, piuttosto innovativa a Piazza Affari, grazie alla quale NIF Holding, interamente controllata da Neom Investment Fund, ha acquisito 8,8 milioni di azioni ordinarie Technogym, oltre a contratti derivati per ulteriori 3,3 milioni, pari in totale al 6% del capitale della società di Piazza Affari, ovvero il 4,5% dei diritti di voto. Il prezzo dell’operazione è stato di 9,2 euro per azione, pari ad un premio del 15% rispetto al prezzo di chiusura di ieri, per un controvalore di 111 milioni. Secondo quanto risulta a milanofinana.it, è stato rilevato il 4,4% del capitale cui sono stati aggiunti contratti derivati per l’1,6% che danno diritto a Neom di acquistare in futuro titoli Technogym. Il premio del 15%, piuttosto importante per un’operazione di ABB, sarebbe servito per rilevare i titoli in mano ad azionisti di lungo termine della società che si occupa di macchine per il fitness.
Neom Investment Fund è il fondo strategico di investimento creato per supportare lo sviluppo dei 14 settori chiave previsti all’interno di Neom, il progetto di sviluppo sostenibile avviato nel nord-est dell’Arabia Saudita dal principe Mohammed bin Salman con l’obiettivo di creare per il Paese e per il mondo intero un nuovo modello economico che assicuri alta qualità di vita preservando al contempo il territorio circostante.
Tra i 14 settori chiave di questo progetto, come ricorda un commento di Equita Sim, sono inclusi Sport, Salute e Benessere, Tecnologia e Digitale, Turismo. Nel documento di NIF ai mercati il fondo esprime il proprio interesse di lungo termine come azionista di minoranza di Technogym e l’apprezzamento per la leadership della società e la sua capacità di innovazione nel settore del fitness e dell’health. Secondo gli analisti della Sim milanese, l’investimento di NIF in Technogym rappresenta «un segnale del coinvolgimento della società nel progetto, a conferma del forte posizionamento del gruppo italiano nel Middle East quale player di riferimento per Sport e Benessere grazie ai propri vantaggi competitivi legati non solo alla qualità dell’attrezzo ma soprattutto all’ecosistema digitale che lo anima e alla capacità di gestione dei dati».
La notizia è quindi «positiva dal momento che anticipa importanti opportunità di business di medio periodo nel Middle East, un’area in forte sviluppo che già rappresenta oltre il 10% del fatturato di gruppo», calcola Equita. Che sottolinea come Middle East, India e Africa incidono per il 12,5% del fatturato dei nove mesi, in crescita del 33% anno su anno e di oltre il +100% sul 2019. Il titolo tratta con un rapporto prezzo/utili attesi al 2024 di 16,5 volte (esclusa la cassa, ex cash), rispetto alle 23,5 volte pre-pandemia (con leggero debito). Equita conferma il rating buy con target price di 9,90. (riproduzione riservata)