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Renato Soru, fondatore di Tiscali
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Tessellis, alla ex Tiscali servono 65 milioni per andare avanti. I dubbi sul business tra aumenti di capitale e debiti

16 ottobre 2025, 22:24 Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2025, 06:49

Dal 2022 Tiscali è parte del gruppo Tessellis, che ha chiuso il primo semestre 2025 con una perdita di 26 milioni e una patrimonio netto negativo per 18 milioni. Con la cassa ridotta all’osso, la società cerca di proseguire reperendo liquidità tramite numerose operazioni finanziarie

Alla ex Tiscali servono 65 milioni di euro. È il fabbisogno indicato nell’ultima relazione finanziaria del gruppo di telecomunicazioni Tessellis (di cui Tiscali ora è un brand), chiusa al 30 giugno, per coprire il periodo ottobre 2025-ottobre 2026. Tuttavia, il reperimento delle risorse dipende dall’esito di numerose operazioni finanziarie. Al punto da far sorgere «dubbi significativi» sulla continuità aziendale, come emerge dalla relazione dei revisori del bilanci di Deloitte.

I bilanci in rosso

Fondata nel 1998 da Renato Soru che l’ha quotata in borsa nel 1999, nel pieno dell’euforia per le società tecnologiche, Tiscali è cresciuta vertiginosamente all’inizio degli anni Duemila. Successivamente, però, ha attraversato una lunga fase di crisi e dal 2022 è parte della holding Tessellis. Quest’ultima ha registrato una perdita di 26 milioni di euro nel primo semestre, in linea con il rosso dei primi sei mesi del 2024.

Il patrimonio netto del gruppo è risultato negativo per 18,4 milioni (-12,8 milioni al 30 giugno 2024), mentre l’indebitamento finanziario netto consolidato è passato dai 110,5 milioni dell’anno passato ai 99,4 milioni del 30 giugno. Anche gli ultimi due esercizi si erano conclusi in perdita, con un ammanco di 57,9 milioni nel 2024 e 62,2 milioni nel 2023. Con questi numeri, la società stessa ha dipinto una situazione di «squilibrio patrimoniale» e «tensione finanziaria» nella relazione semestrale.

La holding si è dotata di un piano industriale 2025-2028 focalizzato su intelligenza artificiale e transizione digitale, con l’obiettivo da un lato di proseguire la trasformazione in una digital media company e dall’altro di concentrarsi sui prodotti più performanti e con un churn rate (tasso di abbandono) inferiore rispetto alle telecomunicazioni retail. Tuttavia, i revisori hanno espresso alcune preoccupazioni sul raggiungimento degli obiettivi fissati e sulla tenuta dei conti.

La liquidità ridotta a 1 milione di euro

La liquidità in cassa al 30 settembre si fermava a 1 milione di euro. Dopodiché, 35 milioni possono essere «recuperati» dal rinvio di almeno un anno del pagamento di debiti in capo al socio Shellnet. Quest’ultimo ha accettato di partecipare a un aumento di capitale da 15 milioni complessivi, di cui 7,5 milioni sottoscritti a settembre e i restanti da sottoscrivere entro marzo, attraverso la conversione in azioni dei crediti.

Un altro cuscinetto da 30 milioni dovrebbe arrivare dalla liquidazione di un finanziamento a tasso agevolato dal Fondo Grandi Imprese in Difficoltà, al quale Tessellis ha ottenuto accesso in estate grazie a una sentenza del Consiglio di Stato, dopo essere stata in un primo momento esclusa. I revisori, però, notano come le procedure per l’erogazione dei fondi non fossero ancora terminate a inizio ottobre. Di conseguenza «un eventuale dilungarsi delle tempistiche necessarie per la sottoscrizione del contratto e l’incasso del corrispettivo potrebbe influire negativamente sugli equilibri finanziari», si legge nella relazione di Deloitte.

L’accordo con Expert.AI

Nel frattempo Tessellis dovrebbe ottenere risorse da altre operazioni, come l’accordo di investimento stipulato con Expert.AI, società specializzata in software di intelligenza artificiale aziendale e quotata sull’Egm. Tessellis ed Expert.AI hanno creato una newco, denominata Villanova.AI, partita a maggio dopo un aumento di capitale iniziale, riservato a Expert.AI, di 1,5 milioni.

A ottobre Villanova.AI ha cambiato ragione sociale e assetto: Tessellis (tramite Tiscali spa) è scesa al 60% del capitale, cedendo la quota restante al socio. Ulteriore liquidità - se necessaria - potrebbe essere richiesta tramite un prestito obbligazionario convertibile attivo con la società svizzera Nice & Green, che aggiungerebbe fino a 2 milioni al mese alla cassa di Tessellis. Infine, il gruppo sta rinegoziando i prestiti senior aperti con le banche. (riproduzione riservata)



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