Quasi 4,5 milioni di euro sono entrati nelle casse dello Stato italiano nei primi tre mesi del 2025 grazie alla dismissione di parte del patrimonio immobiliare pubblico. A questi vanno sommate le entrate per affitti, concessioni e canoni vari, compresi quelli derivanti dall’utilizzo di alloggi situati all’estero, che hanno superato i 6,7 milioni da gennaio a marzo 2025. Questa la fotografia scattata dal Conto riassuntivo del Tesoro pubblicato a luglio dalla Ragioneria di Stato, con i dati aggiornati a fine marzo.
È il ministero della Difesa a essere riuscito a concludere i rogiti del maggior numero di immobili nei primi mesi del 2025: 14, per un corrispettivo di oltre 1,9 milioni di euro, come si legge sul documento dello stesso dicastero di cui è responsabile Guido Crosetto. L’assegno più importante, da oltre 206 mila euro, è stato incassato grazie alla vendita di un appartamento al quinto piano in via Giovanni Alfredo Cesareo 15, a Roma.
Bastano questi pochi mesi del 2025 per avere conferma che tagliando il superfluo e sfruttando l’esistente patrimonio immobiliare pubblico si può produrre valore per il Paese e allo stesso tempo ridurre il debito pubblico tricolore da record, come suggerisce la campagna del Tagliadebito promossa da anni da Class Editori e sposata apertamente dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti anche ai microfoni di Class Cnbc.
Il primo passo per riuscire in questa impresa titanica sarebbe poter contare su una banca dati di immobili pubblici dettagliata, aggiornata e accessibile a cittadini, investitori e al governo per strutturare un programma strategico. In questa direzione si muove la Cabina di Regia del Mef e guidata dalla sottosegretaria Lucia Albano, nonché l’ennesima richiesta sempre di Via XX Settembre alle pubbliche amministrazioni di censire il proprio patrimonio entro la fine di luglio, pena la segnalazione alla Corte dei conti, si legge nel bando. D’altronde il più recente rapporto del ministero dell’Economia sul patrimonio immobiliare della pubblica amministrazione risale al settembre 2021 (ma con dati del 2018).
Soltanto con i dati si può avere la consapevolezza della situazione e delle priorità su cui puntare. Quel che è certo è che bisogna partire dall’efficientamento e dal taglio degli sprechi degli edifici in uso ma anche dalla strategia di riuso, affidamento o cessione degli immobili a oggi inutilizzati.
Nello studio Eurispes «Immobili pubblici: patrimonio da valorizzare» del 2025 si parla di 22 mila edifici statali inutilizzati che valgono 45 miliardi di euro, 10 miliardi del sottoinsieme istituzionale mentre 35 miliardi di tipo residenziale e commerciale. Una quota significativa visto che complessivamente il patrimonio immobiliare pubblico sfiora i 300 miliardi.
E su questo bacino si deve agire cercando alleati nel privato a cui affidarli in locazione, in gestione per un breve periodo o proprio venderli. Così da garantire ricadute positive sui territori e prospettive di rigenerazione urbana ma soprattutto riuscire a dare sollievo ai conti pubblici italiani.
L’Agenzia del Demanio ha appena messo in vetrina sul proprio sito 383 beni immobili dello Stato non utilizzati nell’ambito dell’iniziativa «Crea valore, investi con noi», per permettere agli investitori privati di visionarli e proporsi direttamente per un partenariato con il pubblico in operazioni di valorizzazione, recupero e rifunzionalizzazione. Tra i primi immobili scelti per il mercato, ben 67 appartengono alla Regione Sicilia. Segue il Lazio con 54 immobili in vetrina e la Lombardia con 38.
Per fare un esempio, si pensi alla grande area di Tor Vergata a Roma attorno alla Vela di Calatrava, da poco inaugurata per ospitare il Giubileo dei giovani tra giugno e agosto del 2025. Il Demanio cerca ancora fondi e partecipazioni di privati con l’obiettivo di mettere i quasi 485 mila metri quadrati «al servizio delle amministrazioni pubbliche e della cittadinanza», realizzando - si legge nell’annuncio - parcheggi pubblici, uno spazio museale, delle terme urbane e un orto botanico/vivai, nonché aree per lo sport e da destinare alla polizia.
A Milano, invece, l’Agenzia guidata da Alessandra dal Verme sta cercando investitori privati per il Palazzo del Senato, che si trova in centro tra il quadrilatero della moda e la Villa Reale e i Giardini Indro Montanelli nel quartiere Porta Venezia. Il complesso, che occupa un intero isolato, è sede dell’Archivio di Stato Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia ma sono previste altre destinazioni come «ristorazione, caffetteria, eventi, spazio di aggregazione».
Si cercano ugualmente investitori, tramite il portale Investinitalyrealestate.com, per il Faro del Colle dei Cappuccini, costruito da Papa Pio IX nel 1859 in centro ad Ancona e che può essere riconvertito per «sport, tempo libero ed eventi», nonché per l’ex scalo ferroviario di Vico nel Lazio, in provincia di Frosinone. E ancora, scendendo a Sud, per l’ex casa del Fascio ad Ardore in provincia di Reggio Calabria. Tutte opportunità che attendono i privati per essere riqualificate. (riproduzione riservata)