Le aziende che guidano la rivoluzione dell’intelligenza artificiale stanno «rubando spudoratamente la proprietà intellettuale» dei media e minacciano il futuro dell’informazione professionale. È un atto d’accusa durissimo quello lanciato da Arthur Gregg Sulzberger, presidente e direttore editoriale del New York Times, intervenendo al 77esimo congresso mondiale della Wan-Ifra il primo giugno a Marsiglia.
Davanti a una platea di direttori e editori provenienti da tutto il mondo, Sulzberger ha denunciato quella che considera una sistematica appropriazione del lavoro giornalistico da parte delle grandi aziende tecnologiche.
«La nostra professione è stata troppo silenziosa, troppo passiva e troppo frammentata di fronte agli abusi commessi dalle aziende che stanno guidando la rivoluzione dell’intelligenza artificiale», ha dichiarato.
Il direttore del New York Times, che ha promosso una causa legale contro OpenAI, ha individuato nel modo in cui vengono addestrati molti sistemi di IA il principale problema del settore.
Secondo Sulzberger, il «peccato originale» di questi prodotti è «un furto senza scrupoli della proprietà intellettuale che avviene su una scala senza precedenti». Le piattaforme di IA, ha sostenuto, utilizzano enormi quantità di contenuti giornalistici senza autorizzazione e senza riconoscere alcun compenso agli editori che li hanno prodotti.
Nel suo intervento, Sulzberger ha accusato i giganti tecnologici di costruire il proprio successo economico sfruttando il lavoro delle redazioni.
«I giganti della tecnologia saccheggiano i siti di informazione senza autorizzazione né compenso. Si appropriano nuovamente di questi contenuti rubati come se ne fossero gli autori, sottraendo così pubblico e ricavi», ha affermato.
Una dinamica che, a suo giudizio, rischia di compromettere la sostenibilità economica dell’informazione professionale e di indebolire il ruolo dei media nel garantire notizie verificate e indipendenti.
Pur esercitando un «controllo sproporzionato sui nostri dati e sulla nostra attenzione», le aziende dell’IA, secondo Sulzberger, non si assumono la responsabilità che deriva da tale potere: assicurare ai cittadini l’accesso a informazioni affidabili.
L’esito di questa trasformazione, ha avvertito il direttore del New York Times, potrebbe essere un progressivo impoverimento dell’ecosistema informativo. «Ci stiamo dirigendo verso un futuro in cui ci saranno sempre meno giornalisti a svolgere il costoso e difficile lavoro dell’inchiesta giornalistica», ha concluso. (riproduzione riservata)