Al momento del risultato del voto sul maxi pacchetto retributivo di Elon Musk, l’assemblea di Tesla è esplosa in un boato. Di gioia. Il fondatore e amministratore delegato del colosso di auto elettriche ha vinto la sua battaglia, almeno di fronte agli azionisti: nonostante il parere contrario di alcuni soci, tra cui il fondo sovrano norvegese, l’assemblea ha dato il via libera a un nuovo piano che prevede un compenso di massimo 1.000 miliardi di dollari in dieci anni per Musk con il 75% di voti favorevoli.
Quello del fondatore di Tesla è un caso limite, dal momento che Musk non riceve uno stipendio annuale per il suo ruolo ma ha pattuito con l’azienda una retribuzione posticipata e vincolata ai risultati. Il pacchetto appena approvato, ad esempio, prevede che il fondatore possa ottenere il compenso massimo, cioè poco più di 1.000 miliardi, se nell’arco di un decennio Tesla arriverà a una capitalizzazione di 8.500 miliardi, producendo un milione di taxi autonomi e un milione di robot.
Un meccanismo analogo era alla base del piano retributivo da 56 miliardi bloccato nel 2024 da un tribunale americano e relativo agli obiettivi centrati negli anni precedenti. Di norma, però, i top manager delle società Usa percepiscono uno stipendio annuale, spesso composto da un mix di cash e altre forme di remunerazione, ad esempio azioni delle società, al raggiungimento di determinati risultati.
Nel 2024 il più pagato tra gli amministratori delegati delle società dell’indice S&P 500 è stato Patrick Smith di Axon Enterprise, specializzata nella produzione di taser e altri strumenti di sicurezza: lo scorso anno ha preso oltre 164 milioni di dollari, quasi tutto in azioni, grazie ai numeri di Axon. La società ha più che raddoppiato il prezzo in borsa e registrato una crescita del 33% del fatturato.
Alle spalle di Smith, secondo le elaborazioni effettuate da Equilar per Associated Press e da Afl-Cio, si piazzano diversi nomi noti di Wall Street. Al secondo posto c’è il ceo della catena Starbucks, Brian Niccol, con quasi 96 milioni e al terzo l’ad di Ge Aerospace (l’ex General Electric), Laurence Culp Jr., con 87,4 milioni.
Ai piedi del podio si colloca l’ad di Blackstone Stephen Schwarzman (84 milioni) che precede i numeri uno di Microsoft e Apple, ovvero Satya Nadella (79,1 milioni) e Tim Cook (74,6 milioni).
In generale il pacchetto retributivo mediano degli amministratori delegati dell’S&P 500 è salito a 17,1 milioni lo scorso anno (+9,7%), con paghe più alte nei settori Communication Services (25,2 milioni), Healthcare (20 milioni) e Tecnologia (19,3 milioni) secondo Equilar. Nel frattempo, il dipendente mediano ha guadagnato 85.419 dollari (+1,7%). Calcolatrice alla mano, significa che gli ad hanno avuto una remunerazione quasi 200 volte più alta dei dipendenti.
In Europa e in Italia i numeri sono senza dubbio più contenuti. Tra i più pagati nel Vecchio Continente ci sono i banchieri Sergio Ermotti, al vertice di Ubs, e Andrea Orcel, ad di Unicredit. I due hanno guadagnato rispettivamente 14,9 milioni di franchi e 13,2 milioni di euro nel 2024, oltre dieci volte in meno del ceo di Axon. (riproduzione riservata)