Dollaro debole e dazi non danneggiano i conti di Stavanato. Anzi, il gruppo di Piombino Dese (Padova), specializzato in siringhe e flaconi sterili per il settore farmaceutico, vede migliorare ricavi e margini. Nel primo semestre 2025 la società, quotata in borsa negli Stati Uniti, segnala un incremento di circa l’8% del fatturato, ma la crescita più ripida è nell’ultima riga del bilancio, dove i profitti mostrano un aumento di oltre il 42% rispetto ai primi sei mesi del 2024.
Nel dettaglio, tra gennaio e giugno i ricavi di Stevanato raggiungono i 536,6 milioni (+8,3%), con un ebitda di 148,5 milioni (+15%) e un utile netto di 56,2 milioni (+42,6%). Un trend simile emerge dai numeri del secondo trimestre, con ricavi pari a 280 milioni (+8%) e profitti per 29,7 milioni (+44,2%). Migliora anche la marginalità con l’ebitda margin rettificato che arriva al 23,2%.
«Cresciamo soprattutto nel segmento delle soluzioni biofarmaceutiche e diagnostiche (Bds) e abbiamo raggiunto il record nelle soluzioni ad alto valore aggiunto, in particolare le siringhe ad alte prestazioni, che hanno superato il 42% dei ricavi totali», spiega Franco Stevanato, presidente del gruppo. Potenziando ancora gli high value products l’azienda intende «crescere a doppia cifra nei prossimi anni e portare l’ebitda margin al 30% nel medio termine».
Nella prima metà del 2025 Stevanato ha dovuto fare i conti con due venti contrari non previsti: l’indebolimento del dollaro, che tra gennaio e giugno ha perso circa il 10%, e le tariffe annunciate ad aprile dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
«Alla fine del primo trimestre abbiamo limato le stime per l’intero anno, che ora invece confermiamo, abbassandole di circa 5 milioni di euro a livello di ebitda», ricorda Stevanato. «Poi abbiamo creato una task force interna con il compito di minimizzare l’impatto dei dazi. Quello che abbiamo fatto è stato rinegoziare i contratti con i clienti per ricollocare la produzione e fare in modo che i prodotti per il mercato statunitense arrivassero soprattutto dallo stabilimento di Fishers, già operativo, e quelli per il mercato europeo da quello di Latina».
Il gruppo conferma investimenti di 250 milioni all’anno, con la previsione di impiegare 500 milioni solo per il sito di Fishers (Stati Uniti) che dovrebbe andare a regime nel 2028. «Ci sono già delle linee di produzione attive a Fishers e altre sono in fase di realizzazione», aggiunge Stevanato. «Una volta ultimato, Fishers dovrebbe generare 500 milioni di ricavi e occupare circa mille persone».
A sostegno degli investimenti del gruppo è arrivato da poco anche un finanziamento di 200 milioni di euro, ufficializzato a luglio 2025, da Bnl Bnp Paribas, Cassa Depositi e Prestiti e Banco Bpm.
Infine, Stevanato conferma le stime 2025. L’anno dovrebbe, quindi, chiudersi con ricavi tra 1,16 e 1,19 miliardi di euro e un ebitda rettificato tra 288,5 e 301,8 milioni. (riproduzione riservata)