Un confronto tra il ceo di Stellantis Antonio Filosa e il governo italiano potrebbe tenersi nelle prossime settimane con l’obiettivo di parlare delle prospettive per l’Italia. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’interlocuzione potrebbe avvenire con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e, anche se una data ufficiale non è ancora stata fissata, sarebbe in previsione per la prima decade di maggio. Quindi prima che il nuovo piano industriale il 21 maggio venga presentato al mercato.
Un portavoce di Stellantis precisa che non è ipotizzato nessun incontro con le autorità governative italiane «per presentare in anteprima indicazioni sul piano». Ma interlocuzioni tra i vertici del gruppo - dallo stesso Filosa al presidente John Elkann fino al capo Europa Emanuele Cappellano - e l’esecutivo italiano sono ricorrenti, oltre che un elemento fisiologico nella gestione di un dossier industriale complesso come quello di Stellantis, soprattutto alla vigilia di un appuntamento importante come un nuovo piano industriale.
Il tema centrale è il futuro degli stabilimenti italiani, con particolare attenzione al sito di Cassino, oggi tra i più in difficoltà nel perimetro europeo. Lì nel primo trimestre la produzione si è fermata a 2.916 unità, in calo del 37% su base annua, con appena 16 giorni lavorati. Alla base della crisi c’è la revisione strategica sul prodotto: il progetto originario legato alla piattaforma Stla Medium, che sotto la gestione di Carlos Tavares prevedeva versioni esclusivamente elettriche di Alfa Romeo Giulia e Stelvio, è stato rivisto includendo motorizzazioni ibride, con inevitabili ritardi.
In questo contesto si inseriscono le ipotesi, sempre più insistenti, di una possibile apertura a partner cinesi per la saturazione degli impianti europei. Tra i nomi circolati c’è anche Dongfeng, storico alleato di Stellantis in Cina, oltre a quello dell’altro gruppo asiatico Leapmotor. L’eventuale coinvolgimento di realtà cinesi potrebbe tradursi in forme di condivisione o utilizzo degli stabilimenti, più che in cessioni.
Questa prospettiva non sembra trovare chiusure da parte del governo. «Siamo aperti a investitori stranieri che intendono scommettere sul nostro Paese», ha dichiarato Urso venerdì scorso a margine di un evento sulla Motor Valley a Bologna, rispondendo a una domanda su possibili contatti tra Stellantis e Dongfeng proprio in relazione a Cassino. Un segnale di apertura che viene interpretato come la disponibilità a valutare soluzioni industriali alternative, pur di salvaguardare occupazione e produzione.
Il dossier italiano si inserisce in una più ampia riorganizzazione della presenza industriale europea del gruppo. In Francia, ad esempio, lo stabilimento di Poissy sarà ufficialmente convertito entro il 2028 dalla produzione di veicoli all’assemblaggio di componenti, con una riduzione significativa della forza lavoro.
Per l’Italia però la linea che dovrebbe emergere dal piano è diversa: a differenza di quanto accade in Francia Filosa sarebbe orientato a confermare la produzione automobilistica in tutti gli stabilimenti. Resta però da capire con quali volumi e attraverso quali soluzioni industriali. Ed è proprio su questo equilibrio - tra continuità produttiva e nuove formule di partnership - che potrebbe articolarsi il confronto con il governo. (riproduzione riservata)