Le azioni di Alliance Nickel sono state sospese mercoledì 5 novembre dalle negoziazioni alla borsa australiana (Asx) su richiesta della stessa società, «in attesa della diffusione di un annuncio riguardante il suo accordo di fornitura (offtake agreement) con Stellantis».
A comunicarlo è la stessa società australiana, aggiungendo che «il trading halt rimarrà in vigore fino al rilascio della notizia o, al più tardi, fino all’apertura del mercato di venerdì 7 novembre». Alliance Nickel ha spiegato di non essere a conoscenza di altre informazioni rilevanti che possano giustificare la sospensione, se non l’imminente comunicazione su una nuova intesa con il gruppo dell’auto guidato da Antonio Filosa. Ma di cosa si tratta?
Il rapporto tra Alliance Nickel e Stellantis risale al maggio 2023, quando le due società avevano firmato un accordo vincolante di fornitura di nickel e cobalto provenienti dal progetto NiWest, situato nell’Australia Occidentale. L’intesa prevedeva la consegna, per cinque anni, di fino a 170 mila tonnellate di solfato di nickel e cobalto, materiali chiave per la produzione di batterie agli ioni di litio destinate ai veicoli elettrici del gruppo all’epoca guidato da Carlos Tavares.
Contestualmente Stellantis aveva versato un prefinanziamento di 15 milioni di euro per sostenere lo studio di fattibilità definitiva del progetto NiWest. L'intesa includeva anche l’acquisto da parte di Stellantis dell’11,5% delle azioni di Alliance Nickel.
L’operazione si inseriva nel piano globale di Stellantis di garantirsi forniture sicure e sostenibili di materie prime critiche, riducendo la dipendenza da fornitori extra-Ocse, in particolare cinesi e indonesiani.
Il nickel australiano di Alliance è infatti considerato uno dei più promettenti in termini di tracciabilità, sostenibilità ambientale e rispetto degli standard Esg, in linea con la nuova normativa europea sulle batterie (Eu Battery Regulation).
L’imminente comunicato - motivo della sospensione in borsa - potrebbe rappresentare una nuova fase della partnership con Stellantis. Secondo fonti di mercato e analisti del settore, le ipotesi principali sono tre. La prima è un rafforzamento finanziario dell’intesa, con Stellantis che potrebbe aumentare la propria esposizione nel progetto NiWest attraverso un investimento diretto o un ulteriore prefinanziamento alla produzione.
La seconda opzione è quella di un’estensione dell’accordo di fornitura, sia in termini di durata che di volumi, a conferma dell’impegno del gruppo automobilistico a lungo termine nel garantire approvvigionamenti per i propri stabilimenti europei di batterie. Una terza opzione è quella invece di una revisione e di una ridiscussione «a ribasso» dell’accordo per riadattarlo all’attuale contesto e allinearlo alle richieste del mercato, che sono cambiate rispetto al 2023, quando venne firmato. Un annuncio dovrebbe arrivare entro la fine della settimana.
Per Stellantis la prima intesa con Alliance Nickel rientrava nel piano «Dare Forward 2030», che prevedeva la produzione di oltre 5 milioni di veicoli elettrici l’anno entro la fine del decennio. Nel frattempo però quel piano, con l’uscita di Tavares, è finito in discussione e ora, sotto la nuova guida di Filosa, il mercato attende entro la prima metà del 2026 un nuovo piano industriale dal quale ci si attende obiettivi molto meno ambiziosi sul fronte dei veicoli elettrici.
Il controllo diretto sulla catena di approvvigionamento di nickel, cobalto e altri metalli critici resta in ogni caso per Stellantis, come per qualsiasi altro gruppo globale dell’auto, un vantaggio competitivo strategico, alla pari degli investimenti in gigafactory e piattaforme elettriche dedicate. (riproduzione riservata)