L’Europa rischia di perdere la corsa dell’automotive. È l’allarme lanciato dall’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, che in occasione del 4° Automotive Industry Day organizzato dalla Pfa francese a Parigi, ha di nuovo criticato duramente l’attuale quadro normativo europeo e le politiche comunitarie sulle auto a zero emissioni.
«Le normative Ue sono molto sbagliate sulle autovetture e molto, molto, molto sbagliate sui veicoli commerciali», ha dichiarato Filosa. «Stellantis potrà aumentare gli investimenti in Europa solo se il divieto di vendita delle auto a benzina verrà rivisto e se ai costruttori sarà data la libertà di innovare in tecnologie diverse da quella puramente elettrica».
Secondo il manager italiano «l’industria europea è l’unica grande area al mondo che non ha ancora recuperato i livelli pre-Covid». A differenza di Stati Uniti, Cina e Sud America, dove la crescita è sostenuta da politiche industriali favorevoli, l’Europa «sta andando in direzione opposta» perché «le regole fissate da Bruxelles non sono imperfette, sono sbagliate».
L’Europa ha «imposto la fine delle tecnologie in cui eravamo leader, obbligando l’adozione di una sola tecnologia - quella elettrica - su cui i costruttori cinesi hanno un vantaggio competitivo enorme». Il ceo ha sottolineato come la regolamentazione europea «imponga un ritmo che non corrisponde a ciò che i clienti vogliono, di cui hanno bisogno o che possono permettersi: tre no, nessun sì».
Filosa ha invocato un cambio di rotta immediato. «Serve un cambiamento urgente, grande e rapido. Dobbiamo correggere subito gli obiettivi 2026 e 2030, prima ancora di discutere del 2035. Sui veicoli commerciali leggeri, le norme attuali sono semplicemente inapplicabili: i target vanno cambiati, perché costringono professionisti come artigiani e installatori a sostituire i loro furgoni con modelli molto più costosi e quindi inaccessibili».
Tra le priorità indicate dal numero uno di Stellantis ci sono diversi aspetti: privilegiare le vetture elettriche di piccole dimensioni, con incentivi mirati e supercrediti; neutralità tecnologica, ovvero libertà di impiegare tutte le soluzioni a basse emissioni, non solo la trazione elettrica pura e un piano di rinnovo del parco circolante. «In Europa circolano oltre 150 milioni di auto con più di 12 anni, molto più inquinanti dei modelli moderni».
Filosa ha ricordato che Stellantis ha investito oltre 2 miliardi di euro in Francia nel 2024, confermando il Paese come secondo polo industriale del gruppo dopo gli Stati Uniti. Tuttavia, ha ammesso che le condizioni regolatorie americane sono oggi molto più favorevoli: «Negli Usa abbiamo annunciato 13 miliardi di dollari di nuovi investimenti nei prossimi quattro anni. Lì l’amministrazione ha restituito ai consumatori la libertà di scelta: possono acquistare l’auto che vogliono, che serve loro e che possono permettersi. In Europa, invece, abbiamo tre no».
In un’intervista a TF1, Filosa ha poi definito «irraggiungibile» l’obiettivo del divieto di vendita di auto a motore termico dal 2035. «Non è buono per l’industria, né per i consumatori, né per i mercati: distruggerà posti di lavoro». (riproduzione riservata)