I vertici dell’automotive Usa convocati a Washington. Secondo quanto apprende Reuters, i ceo dei tre grandi gruppi di Detroit - Mary Barra (General Motors), Jim Farley (Ford) e Antonio Filosa (Stellantis) - insieme al vicepresidente dell’ingegneria di Tesla, Lars Moravy, sono stati invitati a testimoniare il 14 gennaio davanti alla commissione Commercio del Senato degli Stati Uniti.
Al centro dell’audizione ci saranno l’impatto delle normative sulle emissioni, le politiche pro-elettrico e l’escalation dei prezzi dei veicoli. Il presidente della commissione, il senatore repubblicano Ted Cruz, ha criticato il quadro regolatorio degli ultimi anni: «L’interferenza del governo ha reso le auto sempre più costose e fuori portata per i consumatori americani. Dobbiamo ripristinare concorrenza e libertà di scelta», ha dichiarato, ricordando che il prezzo medio di un’auto negli Stati Uniti è più che raddoppiato nell’ultimo decennio.
Le politiche dell’amministrazione Biden hanno spinto i costruttori verso modelli elettrici ad alto prezzo, combinando crediti fiscali e nuovi limiti alle emissioni, con l’obiettivo di disincentivare la futura produzione di auto a benzina. All’epoca di Joe Biden la Casa Bianca aveva sempre sostenuto che il risparmio su carburante e manutenzione avrebbe compensato nel tempo la maggiore spesa iniziale per i veicoli elettrici.
Con il cambio di scenario politico, la nuova amministrazione Trump ha invece preso di mira diverse norme ambientali: a giugno è stato bloccato - tramite il Congressional Review Act - il piano della California per vietare le vendite di auto solo benzina dal 2035. A breve, ha anticipato il segretario ai Trasporti Sean Duffy, arriverà anche una proposta per ridimensionare gli standard federali di consumo (Cafe) fissati dalla Nhtsa per gli anni modello 2022-2031.
La convocazione del 14 gennaio rappresenta la prima apparizione congiunta dei ceo dei tre colossi di Detroit davanti al Congresso dal 2008, quando il settore era sull’orlo del collasso e chiedeva aiuti federali. Oggi, oltre alle pressioni regolatorie, pesano sui conti dei costruttori anche i dazi su veicoli e componentistica importata, compresi alluminio e acciaio, che hanno contribuito ad alimentare il rialzo dei listini.
Cruz ha inoltre guidato durante l’estate l’approvazione di un pacchetto fiscale che elimina le sanzioni per il mancato rispetto degli standard di efficienza a partire dal 2022 e introduce un incentivo equivalente alla cancellazione di fino a 10 mila dollari di interessi sui nuovi prestiti auto per veicoli assemblati negli Stati Uniti.
Stellantis ha confermato di aver ricevuto l’invito senza aggiungere commenti sulla partecipazione. Nessuna dichiarazione è invece arrivata da Ford, GM e Tesla.
L’appuntamento di gennaio, durante il quale si parlerà inevitabilmente anche di dazi, potrebbe diventare un momento chiave per il nuovo equilibrio tra industria automobilistica, obiettivi ambientali e politiche industriali Usa, con possibili ricadute significative per la strategia dei gruppi quotati e per la filiera nordamericana dell’auto. (riproduzione riservata)