In vista della presentazione, il 10 dicembre, del nuovo pacchetto automotive della Commissione Europea, Stellantis mette sul tavolo una serie di richieste per evitare che la transizione energetica si traduca in un indebolimento strutturale dell’industria europea dell’auto. E torna a fare pressione sull’Ue perché cambi le sue norme.
In un colloquio con Politico il presidente John Elkann parla della «wish list» del gruppo franco-italo-americano guidato da Antonio Filosa: flessibilità sui target intermedi, revisione del trattamento dei veicoli commerciali leggeri, riconoscimento dei benefici ambientali derivanti dal rinnovo del parco circolante e una definizione chiara della futura «Small Car Initiative».
Elkann precisa che Stellantis non chiede di modificare l’obiettivo zero emissioni al 2035. La richiesta riguarda invece l’apertura post-2035 a tecnologie complementari all’elettrico puro, come plug-in evoluti, range extender e carburanti alternativi in grado di alimentare motori termici a basse emissioni. Secondo Elkann, un approccio tecnologicamente neutrale è essenziale per mantenere competitività e occupazione.
Stellantis chiede inoltre che i light commercial vehicles vengano sottratti al perimetro regolatorio delle autovetture. L’attuale equiparazione, sostiene il gruppo, non tiene conto delle esigenze operative del settore professionale e rischia di frenare un comparto strategico per la logistica e la piccola impresa europea.
Un altro punto sensibile riguarda la traiettoria delle emissioni verso il 2035. Elkann propone di replicare il modello adottato per i target 2025: non un singolo obiettivo fisso nel 2030, ma una media calcolata su un quinquennio, dal 2028 al 2032. Un meccanismo simile permetterebbe alle case di pianificare investimenti e capacità produttiva con maggiore stabilità, evitando scossoni regolatori.
Secondo Elkann, il vero «magic bullet» è un programma europeo di rottamazione, in grado di accelerare l’uscita di scena dei veicoli più vecchi. Il parco circolante europeo presenta differenze significative: dai 9 anni medi della Danimarca ai 17 della Grecia. Un piano di rinnovo ben calibrato ridurrebbe rapidamente le emissioni su strada e, allo stesso tempo, stimolerebbe la domanda interna in una fase di raffreddamento dei consumi. Stellantis chiede inoltre che il beneficio in termini di Co2 sia contabilizzato a favore dell’industria.
Elkann guarda con favore alla «Small Car Initiative» annunciata da Ursula von der Leyen, considerata cruciale per rendere l’elettrico accessibile alle fasce di mercato più sensibili al prezzo.
Il presidente del gruppo sottolinea però la necessità di introdurre chiari requisiti di local content, senza entrare ancora nelle percentuali specifiche. Una cornice regolatoria chiara, afferma, è indispensabile per evitare che la mobilità elettrica resti «un esercizio di wishful thinking». (riproduzione riservata)