La dinastia Peugeot, cuore storico dell’industria automobilistica francese e oggi terzo azionista di Stellantis con il 7,7% del capitale e l’11,9% dei diritti di voto tramite la holding Peugeot 1810, si prepara alla decisione più delicata degli ultimi anni: scegliere chi rappresenterà la famiglia nel consiglio di amministrazione del gruppo automobilistico.
Il passaggio può sembrare simbolico, ma in realtà può incidere sulle future strategie di governance, sul peso politico della famiglia e sull’assetto del quarto costruttore mondiale.
Come riportano Corriere.it e la stampa francese, in vista dell’assemblea degli azionisti prevista per la primavera 2026, due figure di primo piano dell’ottava generazione Peugeot si contendono l’unico seggio a disposizione: sono Robert Peugeot, 75 anni, già vicepresidente del board e protagonista della fusione Psa–Fca, e il cugino Xavier Peugeot, 60 anni, manager di lungo corso del gruppo, oggi alla guida del marchio Ds.
La sfida interna si inserisce in un momento di forte riorganizzazione del vertice Stellantis. Il nuovo ceo, Antonio Filosa, subentrato quest’anno a Carlos Tavares dopo un biennio difficile per i conti del gruppo, sta progressivamente ridisegnando l’executive team con una presenza crescente di manager italiani già vicini all’ex Fca.
Negli ultimi mesi sono, almeno in parte, usciti di scena figure chiave francesi come Arnaud Deboeuf (stabilimenti) e Jean-Philippe Imparato (Europa), sostituiti rispettivamente da Francesco Ciancia e Emanuele Cappellano. Imparato è diventato ceo del marchio italiano Maserati. La dinamica riapre il dibattito sulla rappresentanza francese e sul ruolo futuro della famiglia Peugeot dentro Stellantis e in questo contesto la scelta del suo rappresentante nel cda assume un significato che va oltre la continuità familiare.
Robert Peugeot, ingegnere e figura chiave nella trasformazione finanziaria del gruppo, ha guidato per anni Peugeot Invest e ha promosso la diversificazione degli asset familiari oltre l’automotive. Per lui, la presenza nel board è un presidio di stabilità e continuità strategica.
Xavier Peugeot, formato tra Paris Dauphine e la scuola di cavalleria di Saumur, rappresenta invece il versante più «industriale» della famiglia. Dopo aver scalato i vari ruoli operativi - dai veicoli commerciali al premium con Ds - propone una linea più radicata nel mestiere automobilistico e nella tradizione del Doubs, culla storica della dinastia. La candidatura di Xavier ha riattivato memorie di precedenti tensioni interne: su tutte la frattura del 2014 tra Thierry Peugeot e Robert sulla recapitalizzazione di Psa, che portò all’ingresso dello Stato francese e di Dongfeng e alla drastica riduzione della quota familiare.
Secondo Les Echos, il 20 novembre i due candidati sosterranno un «grande esame orale» davanti alle tre entità che formano il nucleo decisionale Peugeot: Établissements Peugeot Frères, presieduta da Frédéric Banzet, Peugeot Invest, oggi guidata da Édouard Peugeot, figlio di Robert, e Peugeot 1810, la holding che custodisce le partecipazioni in Stellantis e Forvia, presieduta da Marie-Hélène Peugeot, sorella di Xavier.
La selezione, assistita dal consulente Beyond Associés, si concluderà entro fine anno con un voto a maggioranza semplice. Il nome prescelto sarà poi proposto agli azionisti dell’assemblea 2026.
Il confronto non riguarda soltanto chi siederà nel board, ma quale postura strategica la famiglia intenda assumere nel gruppo. Oggi i Peugeot sono gli unici tra i grandi azionisti - accanto agli Agnelli-Elkann (15,9%) e allo Stato francese attraverso Bpifrance (6,7%) - ad aver conservato la possibilità di aumentare la propria quota, incluso il diritto di rilevare il 1% di Dongfeng quando il partner cinese deciderà di uscire.
La questione di fondo è quindi questa: mantenere un profilo finanziario e diversificato o tornare a esercitare un ruolo più attivo nell’automotive europeo? Una parte della famiglia teme infatti un lento disimpegno industriale di Stellantis dall’Hexagone, mentre il gruppo attraversa una fase di transizione complessa dopo la fine dell’era Tavares - transizione che Robert Peugeot ha contribuito direttamente a orientare, sostenendo nel 2025 la nomina di Filosa.
La scelta tra Robert e Xavier sarà il primo vero banco di prova della futura nona generazione Peugeot. E determinerà il tono della presenza familiare in Stellantis in un momento in cui l’auto europea deve affrontare elettrificazione, competizione cinese e revisione delle catene produttive.
Chi siederà nel board non influenzerà solo i prossimi due anni di governance: disegnerà l’equilibrio tra storia e strategia finanziaria all’interno della più antica dinastia dell’auto francese e uno dei pilastri azionari del gruppo fondato nel 2021 con la fusione tra Psa e Fca. (riproduzione riservata)