skin track
Corporate News Leggi dopo

Stellantis abbandona Elon Musk: dice addio al pool con Tesla sulla Co2 e si affida al partner cinese Leapmotor

03 marzo 2026, 07:05 Ultimo aggiornamento: 07:08

Stellantis e Toyota escono dal meccanismo Ue per comprare i crediti sulla Co2 da Tesla. Filosa punta sul partner Leapmotor per centrare i target e ridurre il rischio multe: ecco come

Stellantis molla Elon Musk. Il gruppo dell’auto guidato da Antonio Filosa non fa più parte del pool europeo di condivisione delle emissioni di Co2 guidato da Tesla, all’interno del quale rimangono invece Ford, Suzuki, Mazda e Honda. È quello che risulta da un documento, aggiornato al 27 febbraio, pubblicato dalla Commissione Europea, secondo il quale anche un altro colosso dell’auto come Toyota, che faceva parte del raggruppamento, ora al pari di Stellantis non risulta più tra i membri del pool.

La novità può rappresentare un passaggio molto rilevante negli equilibri regolatori del mercato Ue. I pool consentono ai costruttori con flotte più inquinanti di ‘comprare’ crediti Co2 da chi, come Tesla, vende solo auto elettriche e genera surplus rispetto ai target fissati da Bruxelles. Dal 1 gennaio 2025 la soglia media delle emissioni imposta dall’Europa è scesa a 93 grammi/km per la maggior parte dei marchi, con multe potenzialmente miliardarie in caso di sforamento, anche se l’Ue ha posticipato al 2027 il termine per il calcolo delle emissioni complessive basandole il triennio 2025-2027. Il metodo più efficace per evitare le sanzioni è vendere più auto elettriche, il che però per Stellantis non è certo stato semplice finora, che infatti in questi anni ha comprato i crediti da Tesla. Ma ora non lo farà più.

Stellantis lascia Tesla e si affida a Leapmotor?

L’uscita di Stellantis e Toyota suggerisce che entrambi i gruppi ritengano di poter centrare - o quanto meno avvicinare con le proprie forze - i target imposti dalla normativa Ue sulle emissioni, senza dover dover più per forza ricorrere in modo strutturale ai crediti di Tesla. Stellantis, forte di una gamma concentrata sui segmenti compatti in Europa, avrebbe già chiuso il 2025 non così lontana dagli obiettivi. E anche Toyota, grazie alla storica elevata quota di ibride nelle sue vendite, sarebbe anch’essa in prossimità dei limiti.

Per il gruppo di Filosa (in attesa del piano industriale di maggio) il 2026 è già stato definito come l’anno della piena valorizzazione della partnership con il partner cinese Leapmotor in Europa. Il lancio regionale del marchio cinese prosegue con successo e la produzione locale in uno stabilimento spagnolo di Stellantis consentirebbe di evitare i dazi anti-sussidi e di mitigare eventuali nuove spinte protezionistiche. Ma sembra esserci di più: il gruppo potrebbe sfruttare piattaforme elettriche sviluppate in Cina come base architetturale per i propri brand, con benefici sui costi, e soprattutto, grazie alle vendite di auto elettriche in continua crescita in Europa, il partner cinese Leapmotor può trasformarsi una fonte di crediti Co2 proprio per la stessa Stellantis.

In Italia Leapmotor compensa le multe di Fiat

I primi dati del 2026 sul mercato italiano rafforzano esattamente questa lettura. Secondo i dati elaborati da Dataforce, Fiat - con un obiettivo di 99,5 g/km ma una media vendite di 116,2 g/km nei primi due mesi - ha già accumulato sanzioni teoriche per 66,1 milioni di euro. Eppure, sempre nei primi due mesi dell’anno, le sole immatricolazioni italiane delle auto elettriche Leapmotor, con la T03 campione di vendite nel segmento Bev, hanno generato crediti teorici per 57,5 milioni, più della rivale cinese Byd (che ne ha generati 51,4 milioni) e già quasi compensando il ‘debito’ del marchio torinese.

Stellantis inizia quindi a pensare seriamente di poter ricorrere alle sue auto elettriche cinesi, quelle del partner Leapmotor, per gestire il problema delle emissioni e il potenziale rischio di sanzioni. E non a caso anche Toyota prepara un rafforzamento della gamma Bev nel 2026, con modelli come l’Urban Cruiser sviluppato sulla base della eVitara prodotta in India da Suzuki.

Per Musk l’addio di Stellantis e Toyota aggrava un problema

Per Tesla, invece, la mossa di Stellantis e della casa giapponese rappresenta un problema: due acquirenti in meno proprio in un momento in cui il gruppo di Musk ha già indicato nei minori ricavi da crediti regolatori uno dei fattori di pressione su utili e fatturato nel 2025. Inoltre, la deregulation ambientale negli Stati Uniti, dove il presidente Donald Trump ha cancellato quasi tutte le norme green che indirizzavano il mercato alla vendita di auto elettriche, rischia di comprimere ulteriormente una storica fonte di introiti per la casa del magnate. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza