Unipol si vedrà assegnato il maggior numero di lavoratori, 63, e di accordi distributivi che interessano in particolare le banche di credito cooperativo, oltre a Finint. A Poste Vita andranno 46 lavoratori e partnership, tra la altre, con Banco Desio e Mediobanca Premier. Fideuram Vita ne avrà 42 ed erediterà, tra le altre, le partnership con Banca Investis, Banco Profilo e ovviamente la stessa Banca Fideuram. Mentre Generali Italia otterrà 23 lavoratori e gli accordi con il Credito Emiliano e con Fineco Bank. Allianz, infine, lavorerà con Banca di Cividale, Cassa di risparmio di Bolzano e Banca Agricola popolare di Sicilia, con 20 dipendenti da assumere.
Ci sono voluti un documento di 5.228 pagine, visionato da MF-Milano Finanza, e un mandato affidato alla società di revisione Forvis Mazars, per definire ogni dettaglio della spartizione di Cronos necessario a scrivere la parola fine all’operazione di salvataggio di oltre 300 mila clienti Eurovita, la compagnia finita in amministrazione straordinaria a inizio 2023 dopo che l’azionista Cinven non l’aveva ricapitalizzata. Cronos, guidata oggi da Enrico Mattioli, è nata da un’operazione di sistema di cinque big assicurativi - Unipol, Poste Vita, Generali Italia, Fideuram Vita (Intesa Sanpaolo) e Allianz - che hanno rilevato il ramo d’azienda di Eurovita.
A due anni di distanza, completato il salvataggio, è arrivato il momento di sciogliere Cronos, con la spartizione degli asset tra le cinque compagnie. Un’operazione che, come già documentato da MF-Milano Finanza si prospetta positiva per tutti, a partire dai clienti della ex Eurovita che, con il subentro delle 5 compagnie, hanno scongiurato il rischio di perdere i risparmi. In ballo ci sono riserve complessive di circa 11 miliardi con le polizze che verranno assegnate rispettando la suddivisione tra le banche che le hanno collocate, per facilitare la successiva gestione dei clienti da parte delle assicurazioni. Anche per loro l’operazione è stata positiva. Il bilancio 2024 di Cronos si è chiuso con un utile di 75 milioni e un patrimonio netto salito a 314 milioni rispetto ai 239 di fine 2023, più alto dei 220 milioni di capitale versato dalle compagnie. Gli accordi distributivi ereditati potranno essere l’occasione di sviluppare business per le compagnie subentranti, sostituendo le vecchie polizze con nuovi prodotti. Ma a loro carico restano, anche se fortemente ridotte, le minusvalenze latenti determinate dai tanti investimenti in Btp di Eurovita che avevano portato l’Ivass a richiedere nuovo capitale per la compagnia, decidendo di commissariarla al rifiuto del fondo di private equity Cinven di ricapitalizzare.
Infine ci sono alcuni contenziosi pendenti con vecchi clienti Eurovita che saranno ereditati, pro quota, insieme ai portafogli delle polizze. Il numero maggiore, stando ai dati di dicembre 2024, li ha ricevuti Poste Vita per un totale di oltre 1 milione di euro di richieste di risarcimento ma con oltre 700 mila euro già stati accantonati a copertura del rischio legale. (riproduzione riservata)