Il governo spagnolo è sotto pressione. Questa mattina, 27 maggio, gli agenti della Guardia Civil sono entrati nella sede del partito socialista – quello del primo ministro Pedro Sanchez – nell’ambito di un’indagine «su un presunto complotto volto a destabilizzare procedimenti giudiziari che riguardavano il Partito socialista o il governo», con annessi possibili illeciti finanziari. I reati contestati sono quelli di associazione a delinquere, corruzione, divulgazione di segreti, istigazione alla falsa testimonianza, falsa accusa, falsità in atto commerciale, traffico di influenze e reato contro le istituzioni dello Stato.
L’indagine si colloca all’interno del cosiddetto «Caso Leire». La figura al centro dell’inchiesta è Leire Diaz, ex militante del Psoe, indagata per presunti pagamenti in nero ricevuti dal partito. L’accusa è quella di aver organizzato un complotto per destabilizzare i procedimenti giudiziari che coinvolgono il partito socialista e il governo, ottenendo informazioni compromettenti su giudici, pubblici ministeri, ufficiali della Guardia Civil e altre persone legate a casi sensibili, tra cui quelli relativi alla cerchia ristretta del presidente Pedro Sánchez, come sua moglie e suo fratello. Il partito avrebbe pagato 178.000 euro. Gli inquirenti sospettano che questi e altri pagamenti possano essere stati utilizzati per finanziare una rete dedita a screditare figure chiave della magistratura.
La sinistra si trova ad affrontare un nuovo problema che si aggiunge alle vicende giudiziarie che pesano sull’ex leader socialista José Luis Rodriguez Zapatero, perseguito per traffico d’influenze in un altro fascicolo. L’ex primo ministro è indagato per un prestito da 53 milioni di euro concesso il 9 marzo 2021 per salvare la piccola compagnia aerea Plus Ultra attraverso il fondo di sostegno alla liquidità delle imprese strategiche, creato durante la pandemia di Covid-19. Zapatero è accusato dalla magistratura di «essere a capo di una rete criminale finalizzata all’ottenimento di benefici economici attraverso traffici di influenza in favore di terzi. E nello specifico della compagnia Plus Ultra».
Inoltre, nei giorni scorsi, sono stati trovati nella cassaforte dell’ex premier un centinaio di oggetti di lusso dal valore di 2-3 milioni di euro. Ma Sanchez ha dichiarato di non vedere alcun motivo per ritirare il suo sostegno a Zapatero.
«Escludo elezioni anticipate». Così il premier Sanchez, mentre si trova in visita a Roma per incontrare Papa Leone XIV. Il primo ministro ha promesso di collaborare con la magistratura e di fornire una risposta «decisa» a qualsiasi irregolarità. Ha poi aggiunto: «Alcuni colleghi mi chiedono esplicitamente di anticipare le elezioni perché sanno che avrei la maggioranza parlamentare al governo e al Congresso, il che mi permetterebbe di governare con molta più facilità, e lo capisco, ma non posso indire elezioni per interessi di parte, devo indire elezioni per l'interesse generale dei cittadini».
Il partito Sinistra Unita ha avvertito i loro alleati socialisti che il finanziamento irregolare rappresenta una «linea rossa» per la permanenza del governo. Mentre il partito socialista ha insistito sul fatto che non esista nessun finanziamento illegale.
L’opposizione, invece, invoca a gran voce le dimissioni. «La situazione che stiamo vivendo è estremamente grave e parla da sé. Quanti altri raid, quante altre tangenti, quante altre indagini, quanti altri processi?», ha chiesto il leader del Partito Popolare (PP) Alberto Núñez Feijóo. «Siamo in una situazione disperata; mettiamo in discussione non solo il governo, che è indecente, non solo il Partito Socialista, ma stiamo anche rischiando un contagio». (riproduzione riservata)