SpaceX ha proposto alla Nasa una «missione semplificata» per riportare gli astronauti sulla Luna, in seguito alle critiche sui ritardi mosse da Sean Duffy, amministratore ad interim dell’agenzia spaziale. E anche Blue Origin ha presentato un piano.
In un post sul blog aziendale pubblicato il 30 ottobre, la società di Elon Musk ha affermato che «abbiamo condiviso e stiamo valutando formalmente un’architettura di missione semplificata e un concetto di operazioni che riteniamo si tradurranno in un ritorno più rapido sulla Luna, migliorando al contempo la sicurezza dell’equipaggio».
Non solo. Il gruppo aerospaziale di Elon Musk, riceverà 2 miliardi di dollari per sviluppare satelliti in grado di tracciare missili e aerei nell’ambito del progetto Golden Dome del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo scrive il Wall Street Journal, citando fonti vicine al dossier.
Il finanziamento, spiega il quotidiano statunitense, «è stato incluso nella legge fiscale e di spesa firmata da Trump a luglio, ma non è stato pubblicamente collegato a un appaltatore. Il sistema previsto, denominato ‘air moving target indicator’ (indicatore di bersagli mobili aerei), potrebbe arrivare a contare fino a 600 satelliti, secondo alcune fonti».
All’inizio di questo mese, Duffy aveva dichiarato in un’intervista a Cnbc che SpaceX era in ritardo nella costruzione del proprio sistema di atterraggio lunare per la missione Artemis III della Nasa e che l’agenzia avrebbe riaperto il contratto per quella missione a concorrenti come Blue Origin di Jeff Bezos.
Un portavoce della Nasa ha dichiarato a Cnbc che l’agenzia «ha ricevuto e sta valutando i piani sia di SpaceX che di Blue Origin per accelerare la produzione di Hls». «Dopo lo shutdwon l’agenzia invierà una richiesta di informazioni all’industria aerospaziale in generale per le loro proposte», ha dichiarato il portavoce, aggiungendo che «un comitato di esperti della Nasa in materia è stato riunito per valutare ciascuna proposta e determinare il percorso migliore per vincere la seconda corsa allo spazio, data l’urgenza delle minacce avversarie alla pace e alla trasparenza sulla Luna».
La Nasa aveva precedentemente affermato che SpaceX e Blue Origin avrebbero avuto tempo fino al 29 ottobre per proporre nuovi modi per accelerare il progetto. Inizialmente Musk ha risposto a Duffy scrivendo su X: «Sean Dummy sta cercando di uccidere la Nasa!». E in un altro post, ha aggiunto che «la persona responsabile del programma spaziale americano non può avere un QI a 2 cifre».
La Starship di SpaceX ha effettuato finora 11 voli di prova senza equipaggio. Gli ultimi due voli sono stati considerati un successo ma la compagnia non ha ancora dimostrato di avere tutte le capacità di rifornimento in orbita necessarie prima di imbarcarsi nella missione lunare Artemis III con equipaggio.
Blue Origin, da parte sua, sta sviluppando un lander lunare per la Nasa e ha ricevuto circa 835 milioni di dollari dall’agenzia spaziale dall’inizio del contratto nel 2023. L’azienda prevede di lanciare una versione in scala ridotta del suo lander, nota come Blue Moon Mark 1. Nel frattempo, la Cina punta a far atterrare i suoi astronauti sulla Luna entro la fine del decennio.
A settembre, durante una riunione plenaria con i dipendenti della Nasa, Duffy ha dichiarato al suo staff di essere irritato dall’ombra gettata sull’agenzia spaziale durante un’audizione al Senato, in cui alcuni partecipanti dubitavano che gli Stati Uniti potessero riportare gli astronauti sulla Luna prima che la Cina potesse farvi atterrare i suoi.
Oltre alla missione lunare, questa settimana la Cina ha annunciato l’invio di un nuovo equipaggio al suo laboratorio orbitante, la stazione spaziale Tiangong. La Cina ha costruito questa stazione spaziale dopo essere stata esclusa dall’accesso alla Stazione Spaziale Internazionale a causa di preoccupazioni per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
SpaceX viene pagata al raggiungimento di diversi traguardi previsti dal contratto con la Nasa per l’Hls (Human Landing System Integrated Lander). Secondo Usa Spending, che monitora i contratti federali, la Nasa ha già pagato circa 2,7 miliardi di dollari a SpaceX per «progettazione, sviluppo, produzione, test, lancio, dimostrazione e supporto ingegneristico» dell'Hls. L’agenzia è tenuta a pagare altri 300 milioni di dollari circa per i traguardi raggiunti da SpaceX, e l’azienda di Musk guadagnerà un totale di 4,5 miliardi di dollari dal contratto Hls se raggiungerà tutti i traguardi.
SpaceX ha dichiarato nella giornata del 31 ottobre, nel post sul blog aziendale, di aver «autofinanziato» il 90% o più del programma, il che implicherebbe che ha già speso oltre 30 miliardi di dollari. Come riportato in precedenza da Cnbc, durante la chiusura del governo federale Usa alcuni dipendenti della Nasa sono costretti a lavorare gratuitamente per l’agenzia spaziale se il loro lavoro supporta le missioni Artemis.
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