Altro che stock option tradizionali: ora il bonus scatta solo se si colonizza Marte. Il consiglio di amministrazione di SpaceX ha approvato un piano di compensi per il fondatore Elon Musk che lega la sua remunerazione a obiettivi industriali e tecnologici estremi, proiettando la strategia aziendale ben oltre i confini terrestri: la colonizzazione di Marte e la presenza di data center nello spazio. Lo riferisce Reuters citando documenti confidenziali depositati dalla società spaziale nelle ultime settimane presso la Securities and Exchange Commission (Sec) e rivisti la settimana scorsa dalla stessa agenzia di stampa.
Mentre SpaceX si prepara alla borsa, a gennaio il suo cda ha approvato un pacchetto di compensi che darebbe all’uomo più ricco al mondo 200 milioni di titoli con super potere di voto al raggiungimento di una valutazione di 7.500 miliardi di dollari e della creazione di una colonia stabile su Marte con almeno un milione di persone. A questi si aggiungono fino a 60,4 milioni di titoli vincolati ad altri target, tra cui lo sviluppo di data center nello spazio con una capacità di calcolo di almeno 100 terawatt, un livello di potenza paragonabile a circa 100 mila reattori nucleari da un gigawatt operativi contemporaneamente. Entrambi i pacchetti prevedono azioni di classe B con diritti di voto multipli e maturano progressivamente al crescere del valore dell’azienda.
Si tratta però di incentivi interamente condizionati: Musk non riceverà alcuna azione se la società non raggiungerà i target fissati, che non sono legati a una tempistica precisa ma alla sua permanenza in azienda. Dal 2019 percepisce uno stipendio annuo simbolico di 54.080 dollari.
Il valore complessivo del pacchetto resta, comunque, incerto, dato che la società non è quotata, ma secondo gli analisti si tratta di un piano senza precedenti per dimensioni e ambizione nella storia industriale.
Il maxi-incentivo si inserisce nel percorso che potrebbe portare SpaceX verso una futura quotazione, intorno al compleanno di Musk, il prossimo 28 giugno, con una valutazione ipotizzata intorno ai 1.750 miliardi di dollari. I documenti sarebbero stati depositati presso la Securities and Exchange Commission, rafforzando l’ipotesi di un avvicinamento ai mercati.
Resta però il nodo della governance. Alcuni osservatori evidenziano i rischi legati alla concentrazione degli impegni di Musk, già alla guida di Tesla, e la complessità di tradurre in risultati concreti obiettivi così ambiziosi.
Al 31 dicembre, Musk deteneva inoltre 68,8 milioni di stock option già assegnate, con prezzo di esercizio di circa 42 dollari e scadenza nel 2031.
Secondo Forbes, il patrimonio di Musk ammonta a circa 776 miliardi di dollari e potrebbe crescere ulteriormente se raggiungerà anche gli obiettivi fissati in Tesla, di cui possiede circa il 20%. SpaceX e Tesla non hanno commentato. (riproduzione riservata)