Unifarco, società bellunese specializzata in salute e benessere per il canale delle farmacie, ha messo a punto un nuovo progetto di sostenibilità. Per ridurre al minimo la distruzione di prodotti con piccoli difetti, il gruppo (che ha in portafoglio marchi quali Farmacisti Preparatori, Ceramol, Dolomia, Biomalife, MyCli, Keylife, Genage) ha aperto un outlet aziendale riservato ai collaboratori, che possono acquistarne fino a 15 al mese a un prezzo simbolico.
I prodotti di bellezza e gli integratori alimentari, spiega Unifarco, «presentano imperfezioni di stampa, etichettatura o lievi difetti estetici che ne ostacolano la commercializzazione. Anomalie che tuttavia non compromettono la qualità delle formulazioni, che rimane integra».
Ad oggi l’outlet è stato aperto in tre occasioni e ha consentito di ridare nuova vita a oltre 10.000 prodotti che sarebbero stati altrimenti smaltiti. Grazie a questa attività è stato possibile evitare il conferimento a rifiuto di circa 2 tonnellate di materiali, considerando sia i prodotti sia i relativi packaging.
Le entrate prodotte dall’iniziativa – quasi 20.000 euro - sono destinate alla Fondazione Unifarco, costituita nel 2015 per dar vita a progetti di solidarietà sociale e umanitaria, nei settori dell’educazione, dell’assistenza sociale e sanitaria, dell’istruzione, della ricreazione, della ricerca medica e scientifica.
«Questa iniziativa rappresenta il nostro approccio alla sostenibilità: trasformare ciò che non va in commercio in un’opportunità di valore, evitando sprechi e generando al tempo stesso un impatto positivo per la comunità», il commento di Ernesto Riva, Founder and Honorary President di Unifarco. (riproduzione riservata)