Il ventunesimo Rapporto Censis sulla comunicazione intitolato Informazione nel mirino fotografa le abitudini e le preferenze degli italiani in merito allo stato di salute dei media. Il campione di 1.200 individui, stratificato per sesso, età, ampiezza del comune di residenza e area geografica, rappresentativo della popolazione italiana tra i 14 e gli 80 anni ha risposto al questionario confermando da un lato molti trend, come il calo di tv e carta, ma non mancano nel 2025 i punti di rottura con il passato.
La prima sorpresa arriva dai giovani (14-29 anni), che testimoniano una flessione nell’uso dei social network per la prima volta dalla nascita delle piattaforme. Il 74,8% dei giovani utilizza Instagram, mentre nel 2024 erano il 78,1%, scende tra i giovani anche Youtube (76,9% nel 2025 contro il 77,6% dell’anno prima), mentre in lieve crescita Tiktok con il 64,5% (64,2% nel 2024).
I giovani continuano comunque a prediligere i social come canale di informazione. La piattaforma preferita è Instagram (29,9%), ma i telegiornali rappresentano una quota significativa (26,1%), seguono motori di ricerca (24,4%), TikTok (23,9%) e Facebook (22,3%).
Età che hai, social che trovi, i 30-44enni preferiscono Facebook (41,4%) e anche qui il secondo posto viene occupato dai telegiornali (35,6%), con una presenza significativa dei siti di informazione (20,1%).
Nella fascia 45-64 anni il telegiornale torna a costituire il canale principale (44,5%), affiancato da Facebook (36,5%) e dai motori di ricerca (25,5%).
Simili le abitudini nell’informazione degli over 65: il telegiornale mantiene la sua leadership (67,4%), ma anche qui Facebook è ben presente (29,0%) e le tv all news (25,4%).
Qual è il rapporto allora tra italiani e social? Il 38,1% degli intervistati ha avvertito l’esigenza di prendersi una pausa dai social, un cosiddetto «detox» che si rende necessario anche guardando a quella quota, seppur minoritaria (5,5%), che non riesce a immaginare la propria vita senza social network.
Tra coloro che hanno avvertito l’esigenza di distanziarsi dalle piattaforme, il 25,6% indica come motivo l’eccessiva distrazione rispetto alle attività quotidiane; il 20,6% segnala il bisogno di recuperare tempo per sé e per attività offline; il 17,8% riconosce una sensazione di dipendenza dall’utilizzo; il 17,4% richiama l’esigenza di tutelare la propria privacy; il 16,7% lamenta la pressione sociale e il confronto costante con gli altri; il 14,9% avverte un’influenza negativa sull’umore.
A lungo si discute poi della presenza dell’AI nel mondo dell’informazione. Il 61,6% degli italiani non si sente a proprio agio nell’informarsi tramite un mezzo generato dall’AI, per quanto sia ancora una schiera in minoranza, sorprende che il restante 38,4% si senta già pronto a una rivoluzione del genere.
Tra questi, però, vige ancora un sottofondo di scetticismo, il 30,1% dichiara di volere comunque la supervisione di un umano mentre è solo l’8,3% a fidarsi di un contenuto informativo interamente generato dall’AI. Tra coloro che si sono dimostrati contrari invece le ragioni sono attribuite sia al rischio di disinformazione o fake news (34,8%), sia perché si tende a dare ancora maggior valore ad un prodotto creato da esseri umani (26,8%).
Facendo infine una panoramica su tutti i mezzi di informazione i telegiornali, come si è visto, continuano a rappresentare un punto di riferimento per una parte rilevante della popolazione ma registrano una flessione di 3,8 punti percentuali e si collocano al 43,9%; Facebook diminuisce di 3,3 punti, attestandosi al 33,1%; sostanziale stabilità per i motori di ricerca che sono seguiti dal 23,2% della popolazione.
Calano sia i siti di informazione (-2,5%) che le televisioni all news (-2,3%) (che si attestano rispettivamente al 14,7% e 16,6%). Tengono relativamente meglio i social network: TikTok con un calo solamente dell’1,9% e Instagram dell’1,2% rispettivamente registrano il 12,5% e il 15,5% dell’utenza. Gli aumenti sono sporadici e raramente significativi. Nella parte alta della graduatoria delle variazioni si rileva solo quello del Gr Radio (+1,7%). (riproduzione riservata)