Snam ha chiuso i conti del primo trimestre 2026 con ricavi in crescita anno su anno dell’8-8% a 999 milioni di euro . In aumento anche l’ ebitda, salito a 775 milioni di euro (+9,3%) incremento che per il gruppo riflette la spinta dei ricavi regolati e le variazioni di perimetro, in parte assorbite dai maggiori ammortamenti. L’utile netto rettificato ha raggiunto i 375 milioni di euro (+1,6%);
Dai numeri, approvati dal cda il 13 maggio, emerge anche che gli investimenti de periodo sono stati pari a 991 milioni di euro. In crescita l’indebitamento finanziario netto, a 18,5 miliardi euro, 992 milioni in più rispetto al 31 dicembre 2025. Oltre alla copertura dei capex, l’incremento assorbe il pagamento dell'acconto sul dividendo, l’acquisizione del controllo di Olt e il rifinanziamento del debito.
«In un contesto globale altamente volatile, abbiamo registrato un ottimo avvio del 2026, pienamente in linea con la guidance annuale, grazie a solidi risultati operativi, una gestione finanziaria disciplinata e un quadro regolatorio altamente visibile», è il commento dell’ad, Agostino Scornajenchi. «Abbiamo continuato a dare attuazione al nostro piano di investimenti per rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia e promuovere l’integrazione energetica, mirando a garantire almeno il 90% dell’obiettivo di riempimento degli stoccaggi tramite le ultime aste e continuando a investire per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas»,
Nel giorno dei conti trimestrali è arrivato anche un riconoscimento da S&P Global Ratings, che ha rivisto l’outlook su Snam da negativo a stabile, confermando i rating A-/A-2. La mossa riflette la ricalibrazione del piano industriale fino al 2030, con i capex che salgono del 10% a 13,7 miliardi, per il 90% concentrati su gas e gnl, asset considerati dall’agenzia ad alta solidità creditizia. Il Rab è atteso in crescita da 26,2 a 34,5 miliardi entro il 2030, con un ebitda rettificato proiettato a circa 4,1 miliardi.
Nonostante la politica di dividendi generosa e l’accelerazione degli investimenti possano spingere il debito netto oltre i 23 miliardi nel 2030, S&P stima tuttavia un rapporto tra il flusso di cassa operativo e il debito al 12-13% nel biennio 2026-2027, sostenuto anche da un programma di rotazione degli asset da 3 miliardi a partire dal 2028.
Pesano positivamente anche i risultati 2025 sopra le attese e l’abbandono dell’acquisizione della quota in Open Grid Europe, che aveva originariamente spinto l’agenzia a portare l’outlook in territorio negativo.
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