«Dedico la vittoria a mio padre» dice Silvia Salis, nuova sindaca di Genova eletta con il campo largo del centrosinistra al primo turno. Proprio come se fosse una vittoria ad una gara Olimpica, una di quelle che tante volte ha affrontato nel corso della sua vita da atleta. Ora conquista un nuovo titolo, questa volta istituzionale: va al governo della sua città.
Trentanove anni, già campionessa di atletica e vicepresidente uscente del Coni, il Comitato olimpico italiano, proposta a sorpresa dal Pd ligure. Vince con lei l’inedito campo largo costruito con grande determinazione dal Pd e dai Cinquestelle, con una coalizione che comprende Avs, Italia Viva (nel 2022 era con Bucci), Azione, +Europa, tanto larga da superare quanto fatto in Sardegna per Alessandra Todde.
In passato è stata un’atleta di alto livello nel lancio del martello, disciplina in cui ha vinto 10 titoli italiani e nella quale ha partecipato a due Olimpiadi, a Pechino nel 2008 e a Londra nel 2012. Dopo la carriera da atleta, che lasciò per un infortunio nel 2016, cominciò quella da dirigente sportiva, prima nelle Fiamme azzurre (il gruppo sportivo della Polizia penitenziaria, per cui gareggiava da atleta), poi nella federazione di atletica leggera e infine nel Coni, dove non l’hanno voluta al posto di Giovanni Malagò, ma avrebbe vinto anche lì. Apprezzata in quel mondo, soprattutto dallo stesso presidente del Coni, ma anche molto temuta.
Il 23 aprile 2023 è stata nominata da Marco Bucci, allora sindaco di Genova per il centrodestra e oggi governatore della Liguria, ambasciatrice di Genova nel mondo.
Si definisce «genovese di nascita e di cuore», e ha costruito il suo percorso «seguendo valori di impegno, determinazione e giustizia sociale». Laureata in scienze politiche, Salis si è candidata senza avere una precedente esperienza amministrativa, ma era ritenuta una candidata molto ambiziosa e abile.
Ed ecco che arriva a sorpresa, la «genovese emigrata a Roma», ma con solidi legami in città, a iniziare dal padre, scomparso nei giorni dell’annuncio della sfida, che per tanti anni è stato militante nel Pci e che Salis ricorda spesso con commozione.
La figlia del custode del campo sportivo comunale, tifosa blucerchiata, oggi guida la città della Lanterna. Dal 2020, Salis è sposata con Fausto Brizzi, regista anche di ‘Notte prima degli esami’. Nel 2023 è nato il loro primogenito Eugenio.
Più che una favola, quindi, appare il frutto di una scelta politica vincente che è piaciuta molto ai genovesi del centrosinistra, piacevolmente colpiti dalla novità di non vedere in corsa i soliti noti.
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