Siemens annuncia giovedì 16 la vendita della sua divisione di motori di grandi dimensioni, Innomotics, alla società di private equity Kps Capital Partners. L'operazione, del valore di 3,5 miliardi di euro, è un ulteriore tassello nel processo di ristrutturazione del portafoglio del gigante industriale.
La cessione diretta della divisione Innomotics, anziché procedere con un'offerta pubblica iniziale, come precedentemente annunciato, riflette la volontà di Siemens di concentrarsi su settori chiave e di disinvestire da attività collaterali. Innomotics, che genera circa 3,3 miliardi di euro di ricavi annuali e impiega circa 15.000 persone, è stata valutata come un'opportunità per Kps Capital Partners di espandersi nel settore dei motori elettrici a larga scala. L'accordo, secondo le previsioni, si concluderà nella prima metà dell'anno fiscale 2025.
A Francoforte il titolo, a metà mattina di giovedì 16, scambia a 177,8 euro, con un ribasso di quasi il 5%.
Nel secondo trimestre dell'anno 2023/2024, Siemens ha registrato una diminuzione dell'utile netto, che è sceso del 38% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, a 2,2 miliardi. I ricavi del gruppo sono rimasti invariati su base annua, a 19,2 miliardi, con un calo dell'1%. Anche gli ordini sono in flessione del 13% con un valore di 20,5 miliardi. Nonostante le attuali sfide il ceo, Roland Busch, rimane ottimista e spiega che il gruppo è ben «posizionato per una crescita redditizia». Nel secondo trimestre, afferma il manager in una nota, «abbiamo continuato a beneficiare della forte domanda di digitalizzazione e sostenibilità, in particolare nei settori dei data center e dei semiconduttori. Siemens ha dimostrato la sua capacità di ripresa con una forte performance in termini di ricavi nelle infrastrutture intelligenti, nella mobilità e nel software industriale, che hanno quasi compensato l'attuale debolezza della domanda nel settore dell'automazione di Digital Industries».
Busch ha inoltre confermato le stime per l'intero anno fiscale 2024, prevedendo una crescita dei ricavi tra il 4% e l'8%, nonostante le attuali difficoltà nel settore dell'automazione digitale.
Gli analisti hanno valutato i risultati trimestrali di Siemens con opinioni contrastanti. Simon Toennessen di Jefferies ha descritto il trimestre come «misto», notando che gli ordini hanno superato le aspettative del 2%, ma il profitto ha mancato il target del 3%. Gael de-Bray di Deutsche Bank ha invece sottolineato un lieve superamento degli ordini del 1% ma dati deludenti riguardo i margini (-0,3%) e i flussi di cassa liberi (-1%). Martin Wilkie di Citi ha notato un taglio delle previsioni per Digital Industries più ampio del previsto (-2%), ma ha espresso ottimismo riguardo alla stabilizzazione della domanda. Il consensus di Bloomberg stimava ricavi e profitti superiori del 2%, a 2,76 miliardi, ma gli analisti hanno sottolineato la resilienza di Siemens nonostante le sfide di mercato. (riproduzione riservata)