Asset miliardari spostati al di fuori del perimetro del gruppo di telecomunicazioni Altice, a fronte di incassi ridotti rispetto al loro valore, con la conseguente riduzione delle garanzie a favore dei creditori in caso di default del gruppo. A effettuare le operazioni negli ultimi 14 mesi, stando a quanto ricostruito dal Financial Times, sarebbe stato il miliardario Patrick Drahi, patron del gruppo tlc Altice, controllante i marchi Sfr in Francia e Meo in Portogallo.
Altice ha ristrutturato di recente il maxi-debito da 24 miliardi di dollari, che rappresentava un fardello sempre più preoccupante per la stabilità finanziaria del gruppo, riducendolo a 15,5 miliardi. Cifra che, però, non ha ancora chiuso i rumors di ristrutturazione, tanto che i concorrenti francesi Iliad, Orange e Bouygues hanno aperto una trattativa con un’offerta (rifiutata dal magnate) da 17 miliardi per comprare e dividersi Sfr a ottobre scorso, con un rilancio da 20 miliardi emerso pochi giorni fa.
Il Financial Times, a partire dai conti di alcune scatole del gruppo in Lussemburgo, ha ricostruito due operazioni che avrebbero spostato fuori dal perimetro del gruppo – e di conseguenza dalla portata dei creditori – asset per oltre 5 miliardi. La scatola svuotata è Altice Luxembourg, che deve 4,5 miliardi di euro a un altro veicolo del gruppo, Altice International. Quest’ultimo, a sua volta, ha in essere finanziamenti per 8 miliardi di euro con alcuni creditori esterni.
A dicembre 2024, Drahi ha trasferito il 50% della sua partecipazione nella società della rete tedesca Oxg Glasfaser da Altice Luxembourg a Geodesia Holding, un’altra realtà sotto il suo controllo. La quota, secondo le stime di New Street Research riportate dal quotidiano britannico, vale circa 300 milioni di euro, ma ad Altice Luxembourg sono stati versati solo 179 milioni, di cui 167 milioni sono già stati trasferiti ad Altice Group Lux, altra entità del gruppo.
A settembre 2025, invece, la seconda operazione, con il trasferimento di tutta la partecipazione in Altice France a eccezione di un’azione da Altice Luxembourg a un altro veicolo sotto il controllo di Drahi. Un documento depositato di agosto 2025 valuta la partecipazione 5,78 miliardi, ma secondo l’Ft, Altice Luxembourg non ha ricevuto pagamenti per la cessione della partecipazione.
Il quotidiano britannico ha riportato le dichiarazioni di un creditore di Altice International, rimasto anonimo: «Miliardi di valore sono stati [inizialmente] drenati tramite prestiti infragruppo… prima che gli asset venissero trasferiti altrove per garantire che quei prestiti non venissero mai rimborsati». Altice non ha commentato.
Secondo l’analista di New Street Research riportato dall’Ft, Russell Waller, le mosse su Altice Luxembourg erano «probabilmente concepite per cercare di costringere i finanziatori a sedersi al tavolo e accettare una ristrutturazione, simile a quanto accaduto in Francia. Con la differenza che questa volta è stata spostata una percentuale maggiore di asset rispetto al debito, il che significa che è stato ancora più aggressivo rispetto al passato», ha aggiunto Waller.
Parte del debito più senior di Altice International è scambiato a 71 centesimi per euro, mentre due delle sue obbligazioni junior trattano a 24 centesimi per euro. (riproduzione riservata)