Cambio della guardia come name sponsor della Serie A maschile di calcio? Gli indizi si sono moltiplicati nelle ultime ore e, dopo oltre 25 anni di Serie A Tim, dal calcio di inizio della prossima stagione il campionato italiano potrebbe avere un nome diverso.
Come riportato da Reuters, oltre allo storico partner guidato da Pietro Labriola ci sarebbe anche Eni fortemente interessato alla partita. Anzi, secondo quanto risulta a Milano Finanza, il gruppo dell’ad Claudio Descalzi sarebbe in vantaggio perché avrebbe messo sul piatto una cifra superiore del 10% rispetto a Tim che, impegnata come noto in un processo di riduzione dei costi, punterebbe invece a un risparmio rispetto al contratto attuale. L’accordo in essere prevede un pagamento annuo di circa 20 milioni di euro.
Dal canto suo Eni sarebbe interessata a lanciare al grande pubblico una delle sue società dedicate all’energia sostenibile. Favorita sarebbe Enilive, ma anche l’opzione Plenitude non sarebbe esclusa. Il gruppo ha mostrato di recente l’interesse per sponsorizzare le sue realtà green in eventi di primo piano come il Festival di Sanremo anche con investimenti significativi.
Il processo competitivo dovrebbe concretizzarsi in offerte da presentare ai club già nelle prossime settimane. Secondo quanto risulta a Milano Finanza le proposte dovrebbero essere illustrate nei dettagli ai dirigenti dei club della massima serie in un’assemblea in programma a inizio febbraio. Non è chiaro se già in quell’occasione si arriverà alla firma o se si scatenerà un’asta al rialzo anche con eventuali altri concorrenti pronti a inserirsi nei prossimi giorni. L’obiettivo della Lega sarebbe quello di chiudere un accordo a cifre superiori rispetto a quelle attuali, superando in modo significativo i 20 milioni di euro.
Nell’assemblea di venerdì 26 gennaio ha comunque tenuto banco il tema della riforma del calcio e dell’eventuale riduzione del numero di club della massima serie. La posizione della Lega, ribadita dal presidente Lorenzo Casini, è netta: «È un diritto della Serie A decidere il numero delle proprie squadre». (riproduzione riservata)