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Sei azioni industriali pronte a decollare a Wall Street. Nessuna di queste è spinta da Nvidia o dall’AI
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Sei azioni industriali pronte a decollare a Wall Street. Nessuna di queste è spinta da Nvidia o dall’AI

di Al Root (Barron’s)
13 agosto 2025, 13:29

I titoli industriali dell’S&P 500 hanno registrato un rendimento di circa il 16% da inizio anno. Un dato leggermente superiore a quello del settore utility e a circa un punto percentuale di distanza da quello tecnologico

Il settore industriale è stato uno dei migliori dell’S&P 500 finora quest’anno, trainato dall’intelligenza artificiale e dall’aerospaziale. Barron’s ha individuato sei aziende industriali, attive in diversi ambiti, che sembrano pronte a decollare ora.

Le azioni industriali dell’S&P 500 hanno registrato un rendimento di circa il 16% da inizio anno. Un dato leggermente superiore a quello del settore utility e a circa un punto percentuale di distanza da quello tecnologico.

Il boom dell’informatica legata all’intelligenza artificiale e dei suoi energivori data center ha fatto salire alle stelle non solo il titolo Nvidia, ma anche quello dei fornitori di infrastrutture elettriche. Il titolo del fornitore di tecnologie energetiche GE Vernova è raddoppiato nel 2025. Sul fronte dell’aviazione, invece, il titolo della consociata GE Aerospace è salito di circa il 68%, spinto dai backlog (ordini arretrati) di Boeing e Airbus, che si estendono per oltre un decennio. 

Per i prossimi mesi, gli investitori potrebbero voler cercare altri titoli destinati a sovraperformare. Le sei aziende selezionate da Barron’s sono Otis, produttore di ascensori, Csx, compagnia ferroviaria, Paccar, produttore di camion, Jacobs Solutions, società di ingegneria, Old Dominion Freight Line, attiva nella logistica, e Fastenal, distributore industriale.

Wall Street sta iniziando a guardare con maggiore favore a questo gruppo di titoli. Tutte e sei le aziende sono state oggetto di almeno un upgrade nell’ultimo mese, alcune anche più di una volta.

Otis

Otis è stata promossa da JP Morgan e Wolfe Research da sell a hold. Non è un endorsement entusiasta, ma segnala che il peggio potrebbe essere alle spalle per l’azienda. Fino a ieri (12 agosto), il titolo segnava un calo di circa il 5% da inizio anno e veniva scambiato a circa 19,7 volte gli utili stimati per il 2026, un valore inferiore rispetto al multiplo dell’S&P 500, pari a 21,4 volte, e alla media storica del titolo Otis, più vicina alle 22 volte.

Csx

Deutsche Bank ha promosso il titolo Csx da hold (mantenere) a buy (comprare), mentre TD Cowen lo ha portato da sell a hold dopo l’annuncio della possibile fusione tra Union Pacific e Norfolk Southern. Se la fusione venisse approvata, Csx potrebbe diventare un candidato alla consolidazione.

Jacobs

Jacobs è stata promossa da hold a buy dall’analista Sangita Jain di KeyBanc. Secondo l’analista, la società è diventata più interessante dopo aver scorporato la propria divisione di servizi governativi alla fine del 2024.

Fastenal

Fastenal vende centinaia di prodotti a migliaia di clienti nel settore manifatturiero in tutti gli Stati Uniti. Anche se l’intelligenza artificiale e l’aerospaziale sono in pieno boom, il settore industriale nel suo complesso è rimasto debole. L’indice Pmi dell’Institute for Supply Management, un indicatore chiave dell’attività industriale, si è attestato a 48 a luglio, in calo rispetto al 49 di giugno.

Un valore superiore a 50 indica espansione. Quello di luglio è stato il quinto mese consecutivo con un valore inferiore a 50, e il trentunesimo sotto quota 50 negli ultimi 33 mesi, considerando tutte le revisioni.

Nonostante ciò, l’analista Dave Manthey di Baird ha recentemente promosso il titolo Fastenal da hold a buy, sottolineando che è meglio acquistare azioni di società di distribuzione quando il Pmi è sotto i 50 punti ma inizia a migliorare. Il suo target è 55 dollari per azione, circa il 15% in più rispetto ai livelli recenti.

Old Dominion

Un Pmi debole ha pesato sulle azioni di molti operatori nel settore della logistica. Meno merci da trasportare significa pressione su prezzi e margini di profitto. Fino a ieri, le azioni di Old Dominion erano in calo di circa il 15% da inizio anno. Dopo risultati deboli nel secondo trimestre, il titolo è sceso del 10%, ma per l’analista Jeffrey Kauffman di Vertical Research Partners quella flessione ha rappresentato un’opportunità: ha infatti promosso il titolo da hold a buy dopo il report sugli utili.

Paccar

Paccar vende camion a clienti come Old Dominion. Le vendite previste per il 2025 sono di circa 27 miliardi di dollari, in calo rispetto ai quasi 32 miliardi del 2024. Tuttavia, nel 2026 le vendite dovrebbero risalire a 29 miliardi. Anche in questo caso, Kauffman ha promosso il titolo da Hold a Buy, così come l’analista William Selesky di Argus. Con il titolo in calo di circa il 5% da inizio anno, entrambi ritengono che il punto più basso del ciclo delle vendite rappresenti un’opportunità di acquisto.

Le sei azioni citate non hanno tutte registrato buone performance e non sono tra le più popolari tra gli analisti di Wall Street, ma per gli investitori disposti a fare un po’ di lavoro, potrebbe nascondersi qualche gemma. Vale la pena ricordare che un semplice screening azionario è solo un punto di partenza. Dopo aver individuato nuove idee, utilizzando criteri come crescita, valore o controversie, comincia il vero lavoro: l’analisi dell’attività e la valutazione dell’azienda. (riproduzione riservata)


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

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